Le opposizioni in Consiglio comunale a Salerno fanno fronte comune e chiedono una seduta straordinaria dedicata alle vicende del Grand Hotel Salerno e dell’area di Foce Irno. La richiesta arriva nelle ore successive allo scontro amministrativo e giudiziario sulla sospensione della licenza della struttura alberghiera, prima disposta dal Comune e poi congelata dal Tar con un decreto cautelare d’urgenza.
Caso Grand Hotel Salerno, opposizioni compatte: chiesto un Consiglio comunale straordinario
A sottoscrivere la richiesta sono i consiglieri Adalgiso Amendola, Gennaro Avella, Gabriele Casaburi, Ciro Giordano, Francesco Lanocita, Sarel Malan, Gherardo Marenghi, Corrado Naddeo, Claudio Russolillo, Ersilia Trotta e Armando Zambrano.
Secondo i firmatari, la necessità di una convocazione urgente nasce dalla sospensione della gestione del Grand Hotel Salerno affidata alla Immobiliare Panoramica Srl e dalle possibili ripercussioni sulla città.
Le opposizioni richiamano in particolare i rischi per i livelli occupazionali, le conseguenze sull’accoglienza dei turisti nel pieno della stagione estiva e i possibili effetti sugli introiti derivanti dalla tassa di soggiorno.
Prima lo stop del Comune poi l’intervento del Tar
La richiesta politica si inserisce in una vicenda che nelle ultime ore ha registrato un rapido susseguirsi di provvedimenti. Il Comune di Salerno aveva disposto la sospensione immediata delle attività ricettive del Grand Hotel, con un provvedimento eseguito anche attraverso la presenza di agenti della Polizia Municipale e del Nos davanti alla struttura.
Poche ore più tardi, però, il Tribunale amministrativo ha accolto l’istanza cautelare presentata dalla Immobiliare Panoramica Srl, sospendendo gli effetti del provvedimento comunale. L’intervento del Tar ha consentito alla struttura di proseguire l’attività alberghiera, permettendo di risistemare turisti e ospiti dopo i check-out forzati e i check-in bloccati nelle ore precedenti.
A firmare il decreto cautelare per somma urgenza è stato il presidente del Tar Salvatore Mezzacapo. Nel provvedimento viene evidenziato il rischio di un danno grave derivante dall’immediata esecuzione dello stop, considerando che la chiusura avrebbe interessato l’albergo in una fase di massima occupazione.
Il nodo dei circa 9 milioni di euro di tributi
Alla base dell’azione del Comune ci sono circa 9 milioni di euro di tributi locali contestati alla società che gestisce la struttura. Le somme riguarderebbero Imu, Tari e imposta di soggiorno che, secondo l’Amministrazione comunale, non sarebbero state versate.
Il Comune aveva indicato il 12 agosto come termine per la regolarizzazione della posizione tributaria e per il pagamento delle somme richieste. Il provvedimento prevedeva una sospensione delle attività ricettive per 90 giorni e, in caso di mancata regolarizzazione, anche la possibilità di arrivare successivamente alla revoca della licenza.
Una vicenda che nasce da anni di contenziosi
Il caso non nasce nelle ultime ore. La questione affonda le radici in una lunga serie di contenziosi e ricorsi relativi ai tributi dovuti al Comune, compresa la tassa di soggiorno, oltre che in precedenti richieste di rateizzazione che, secondo quanto sostenuto dall’Amministrazione, non sarebbero state rispettate.
Sul caso il Comune aveva inoltre presentato un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica e alla Guardia di Finanza. Il decreto del Tar ha restituito nell’immediato operatività alla struttura, ma non ha chiuso il contenzioso, che resta aperto sul piano amministrativo e giudiziario.
Nel Consiglio straordinario anche la questione Foce Irno
La richiesta delle opposizioni non riguarda esclusivamente il Grand Hotel. Gli undici consiglieri chiedono che la seduta straordinaria affronti anche la vicenda dell’area di Foce Irno, inserendo entrambe le questioni in un confronto pubblico in aula. L’obiettivo dichiarato è ottenere chiarimenti sulla gestione della situazione e sulle conseguenze amministrative, economiche e occupazionali delle decisioni assunte.

