Scontro durissimo tra il Comune di Salerno e la società che gestisce il Grand Hotel. Durante la consueta diretta social, il sindaco Vincenzo De Luca ha annunciato l’avvio della procedura per la sospensione dell’attività, con possibile successiva revoca della licenza, se entro il 12 agosto non sarà regolarizzata la posizione debitoria nei confronti dell’Ente.
Grand Hotel Salerno, De Luca contesta debiti per quasi 9 milioni di euro
Il sindaco Vincenzo De Luca ha usato parole durissime nei confronti della gestione del Grand Hotel Salerno. Nel corso della diretta social settimanale, il primo cittadino ha parlato di “cafoneria, strafottenza, scorrettezza e delinquenza”, riferendosi alla condotta tenuta negli anni dalla società che gestisce la struttura. Al centro della vicenda ci sarebbero debiti verso il Comune per complessivi 8.850.000 euro.
De Luca ha ricostruito nel dettaglio le somme che, secondo il Comune, non sarebbero state versate. L’Imu non pagata ammonterebbe a 4 milioni di euro per il periodo compreso tra il 2010 e il 2019, ai quali si aggiungerebbero altri 600mila euro fino al 2025. A questa cifra si sommerebbe anche la Tari arretrata, dal 2011 a oggi, per oltre 2,5 milioni di euro. “Cittadini normali, pensionati, lavoratori, persone civili e corrette pagano l’Imu e la Tari. Questi signori non pagano 8.850.000 euro”, ha dichiarato il sindaco.
Le contestazioni sulla struttura
Nel suo intervento, De Luca ha richiamato anche alcune irregolarità che risalirebbero agli inizi della gestione. Secondo quanto riferito dal sindaco, la società avrebbe dovuto realizzare 271 camere, portandole invece a 323.
Il Comune dell’epoca avrebbe poi valutato la possibilità di sanare la situazione sulla base di un parere legale, in assenza di aumenti volumetrici. De Luca ha però sottolineato che, dopo quella sanatoria, sarebbe stato necessario modificare la convenzione in base all’aumento del numero delle camere. Passaggio che, secondo il primo cittadino, non sarebbe stato effettuato.
L’ipoteca sul bene comunale
Uno dei passaggi più duri dell’intervento ha riguardato una presunta operazione finanziaria. Secondo quanto dichiarato da De Luca, sarebbe stata accesa un’ipoteca su un bene di proprietà comunale per ottenere un credito da una società assicurativa pari a 27 milioni di euro. “Cose inimmaginabili: si mette un’ipoteca su un bene che non è di loro proprietà”, ha affermato il sindaco.
Il primo cittadino ha spiegato che era stato aperto anche un procedimento di arbitrato per provare ad arrivare a una conciliazione. Una possibilità che il Comune ha deciso di non percorrere. “Ci siamo riuniti con l’ufficio legale e con il legale che ci segue da Roma. Abbiamo deciso che non si fa nessun arbitrato e nessuna conciliazione: devono pagare fino all’ultimo euro”, ha detto De Luca.
La scadenza del 12 agosto
La società ha ora 90 giorni di tempo per regolarizzare la propria posizione. La scadenza indicata è quella del 12 agosto. Se entro quella data i debiti non saranno saldati, il Comune procederà con la sospensione dell’attività del Grand Hotel. In caso di ulteriore inadempienza, secondo quanto previsto dal regolamento comunale, potrà poi scattare la revoca della licenza e quindi la chiusura definitiva della struttura.
De Luca ha definito la vicenda “una vergogna”, contestando alla società una mancanza di rispetto istituzionale e una gestione ritenuta non più tollerabile. Il Comune, dunque, tira dritto e chiede il pagamento integrale delle somme dovute. La partita resta ora legata alla scadenza del 12 agosto, data entro la quale la società dovrà regolarizzare la propria posizione per evitare la sospensione dell’attività.

