«Quando ho commentato la decisione del Comune di sospendere la licenza del Grand Hotel Salerno ho utilizzato volutamente un’espressione forte: regolamento di conti. Oggi, dopo che il TAR di Salerno ha sospeso in via d’urgenza l’efficacia di quel provvedimento, ritengo che quella lettura politica assuma un significato ancora più preciso».
Lo dichiara il consigliere comunale di Salerno Sarel Malan, intervenendo nuovamente sulla vicenda del Grand Hotel.
«Ribadisco un principio sul quale non possono esserci equivoci: chi deve soldi al Comune deve pagarli, fino all’ultimo euro. L’Amministrazione ha il diritto e il dovere di riscuotere quanto le spetta. Ma proprio per questo resta una domanda: perché trasformare una vicenda di riscossione in un atto amministrativo tanto clamoroso?».
Secondo Malan, quanto accaduto rafforza la lettura del provvedimento anche come atto simbolico.
«La mia convinzione è che quello contro il Grand Hotel sia stato anche un messaggio. E probabilmente il destinatario non è soltanto la proprietà della struttura. È un messaggio rivolto a un pezzo della città economica e politica, a quegli interlocutori che negli ultimi trent’anni hanno operato mentre De Luca rappresentava il centro assoluto del sistema politico salernitano e che, durante la sua assenza fisica da Palazzo di Città, possono aver ritenuto definitivamente conclusa quella stagione».
«La lettura politica che ne traggo è chiara: De Luca è tornato e vuole far capire che i conti tornano a farsi con lui, come si facevano prima».
Per Malan è proprio questo elemento a mettere in evidenza la principale contraddizione della narrazione politica del sindaco.
«De Luca continua a rappresentare pubblicamente il proprio ritorno come il nuovo che arriva per mettere ordine nel vecchio. Ma attraverso un atto simbolicamente così forte sembra comunicare ai suoi interlocutori economici e politici esattamente il contrario. Durante la sua assenza fisica da Palazzo di Città, il sistema ha mostrato, a mio giudizio, evidenti fragilità e alcuni interlocutori possono aver ritenuto di avere margini di autonomia che precedentemente non avevano».
«Adesso il messaggio politico sembra cambiare: De Luca è tornato davvero e vuole ristabilire gli equilibri, i rapporti e le regole non scritte di prima».
«È paradossalmente – conclude Malan – lo stesso concetto che sostengo con forza sin dalla campagna elettorale e che De Luca cerca pubblicamente di negare: non esiste un De Luca nuovo contrapposto al vecchio sistema salernitano. De Luca era lì prima ed è lì oggi. E forse proprio questo atto simbolico lo racconta meglio di qualsiasi discorso».
Lo dichiara il consigliere comunale di Salerno Sarel Malan, intervenendo nuovamente sulla vicenda del Grand Hotel.
«Ribadisco un principio sul quale non possono esserci equivoci: chi deve soldi al Comune deve pagarli, fino all’ultimo euro. L’Amministrazione ha il diritto e il dovere di riscuotere quanto le spetta. Ma proprio per questo resta una domanda: perché trasformare una vicenda di riscossione in un atto amministrativo tanto clamoroso?».
Secondo Malan, quanto accaduto rafforza la lettura del provvedimento anche come atto simbolico.
«La mia convinzione è che quello contro il Grand Hotel sia stato anche un messaggio. E probabilmente il destinatario non è soltanto la proprietà della struttura. È un messaggio rivolto a un pezzo della città economica e politica, a quegli interlocutori che negli ultimi trent’anni hanno operato mentre De Luca rappresentava il centro assoluto del sistema politico salernitano e che, durante la sua assenza fisica da Palazzo di Città, possono aver ritenuto definitivamente conclusa quella stagione».
«La lettura politica che ne traggo è chiara: De Luca è tornato e vuole far capire che i conti tornano a farsi con lui, come si facevano prima».
Per Malan è proprio questo elemento a mettere in evidenza la principale contraddizione della narrazione politica del sindaco.
«De Luca continua a rappresentare pubblicamente il proprio ritorno come il nuovo che arriva per mettere ordine nel vecchio. Ma attraverso un atto simbolicamente così forte sembra comunicare ai suoi interlocutori economici e politici esattamente il contrario. Durante la sua assenza fisica da Palazzo di Città, il sistema ha mostrato, a mio giudizio, evidenti fragilità e alcuni interlocutori possono aver ritenuto di avere margini di autonomia che precedentemente non avevano».
«Adesso il messaggio politico sembra cambiare: De Luca è tornato davvero e vuole ristabilire gli equilibri, i rapporti e le regole non scritte di prima».
«È paradossalmente – conclude Malan – lo stesso concetto che sostengo con forza sin dalla campagna elettorale e che De Luca cerca pubblicamente di negare: non esiste un De Luca nuovo contrapposto al vecchio sistema salernitano. De Luca era lì prima ed è lì oggi. E forse proprio questo atto simbolico lo racconta meglio di qualsiasi discorso».

