Si alza la tensione politica a Palazzo Guerra sulla convocazione del Consiglio comunale monotematico dedicato al Grand Hotel Salerno e alla vendita dei suoli di Foce Irno. Gli undici consiglieri di opposizione, che rappresentano un terzo dell’assise, hanno protocollato la richiesta il 19 agosto e chiedono che la seduta si tenga entro i venti giorni previsti. Sul tavolo, però, - come riporta l'edizione odierna de Il Mattino - ci sarebbe l’ipotesi di uno slittamento oltre i festeggiamenti di San Matteo, soluzione alla quale le minoranze sembrano intenzionate a opporsi.
Salerno, Grand Hotel e Foce Irno infiammano il Consiglio: opposizioni contro il rinvio, braccio di ferro sulla data
La richiesta presentata dalle opposizioni riguarda due questioni destinate a monopolizzare il confronto politico: la posizione debitoria del Grand Hotel Salerno e l’alienazione dell’area di Foce Irno.
L’istanza è stata sottoscritta da undici consiglieri e protocollata lo scorso 19 agosto. In base ai tempi indicati, la convocazione dovrebbe quindi avvenire entro il 7-8 settembre. Prima di allora è già fissato un passaggio importante: mercoledì 2 settembre, alle 8.30, si riunirà a Palazzo Guerra la conferenza dei capigruppo per discutere gli argomenti da portare nella prossima seduta dell’assise.
L’ipotesi di uno slittamento dopo San Matteo
Secondo quanto trapela da Palazzo di città, il sindaco Vincenzo De Luca potrebbe proporre durante la conferenza dei capigruppo di rinviare il Consiglio monotematico a dopo i festeggiamenti di San Matteo. Una soluzione che difficilmente incontrerebbe il favore della minoranza.
Sul piano numerico, infatti, i rappresentanti delle opposizioni avrebbero sette capigruppo contro i sei della maggioranza. Se il fronte restasse compatto, potrebbe quindi chiedere che la seduta venga calendarizzata entro i termini indicati nella richiesta già depositata.
La minoranza punta a evitare rinvii
Il nodo non è soltanto formale. Per i consiglieri che hanno sottoscritto l’istanza, il Consiglio deve rappresentare il luogo nel quale ottenere risposte precise sui rapporti tra Comune e Grand Hotel Salerno e sulla vicenda di Foce Irno.
Il rischio, dal loro punto di vista, è che un rinvio possa allontanare ulteriormente il confronto su questioni che ritengono già sufficientemente mature per essere affrontate pubblicamente in aula.
Lanocita replica a De Luca sul Grand Hotel
Ad alimentare ulteriormente il confronto sono le dichiarazioni del consigliere Franco Massimo Lanocita, che ha replicato alle parole del sindaco. Lanocita contesta l’idea che la richiesta di Consiglio possa essere interpretata come un tentativo di evitare il pagamento dei tributi dovuti dal Grand Hotel Salerno.
«È falso», afferma il consigliere, che definisce invece la convocazione «un esercizio di democrazia». Secondo Lanocita, il punto da chiarire riguarda il modo in cui la società Immobiliare Panoramica, che gestisce il Grand Hotel Salerno, abbia potuto maturare un debito superiore agli 8 milioni di euro nei confronti del Comune.
Le domande poste dall’opposizione
Il consigliere chiede quindi che il sindaco riferisca direttamente in aula sull’intera vicenda. Lanocita solleva inoltre interrogativi sull’assenza di De Luca da alcune deliberazioni di Consiglio e Giunta adottate negli anni precedenti sulla questione, chiedendo che venga spiegato pubblicamente il motivo. Nel suo intervento formula anche l’ipotesi di un possibile conflitto di interessi, circostanza che resta una domanda politica posta dal consigliere e non un fatto accertato.
Foce Irno, opposizioni chiedono chiarimenti sulla vendita
L’altro grande tema riguarda l’alienazione dei suoli di Foce Irno. Lanocita richiama l’esistenza di un’indagine della Procura della Repubblica e chiede chiarimenti sulle modalità attraverso le quali si è arrivati alla vendita. Anche in questo caso saranno gli eventuali accertamenti giudiziari a stabilire se vi siano responsabilità.
Sul piano politico, invece, l’opposizione annuncia di voler mantenere alta l’attenzione sulla vicenda e di voler utilizzare il Consiglio comunale per ottenere una ricostruzione completa degli atti.
Il 2 settembre il primo vero banco di prova
La conferenza dei capigruppo del 2 settembre diventa così il primo snodo decisivo. Da quella riunione potrebbe emergere la data del Consiglio monotematico e, soprattutto, si capirà se maggioranza e opposizione riusciranno a trovare un’intesa oppure se il confronto sul Grand Hotel Salerno e su Foce Irno si trasformerà in un vero braccio di ferro politico.

