Alla 56ª edizione del Giffoni Film Festival arriva il premio speciale “Futura - Rendere possibile l’impossibile”, un riconoscimento pensato per celebrare personalità capaci di trasformare arte, impegno civile, parole e battaglie di verità in esempi per le nuove generazioni.
Il premio, realizzato dalla Scuola dell’Arte della Medaglia della Zecca dello Stato, è stato consegnato nella giornata inaugurale del festival a quattro storie diverse, accomunate dalla capacità di lasciare un segno profondo nel presente.
I primi premiati di “Futura”
A ricevere le prime opere del premio sono stati Michele Riondino, Matilda De Angelis, Dacia Maraini e la famiglia di Giulio Regeni, insieme all’avvocata Alessandra Ballerini.
Michele Riondino è stato premiato per aver unito il linguaggio dell’arte all’impegno civile, portando cinema e teatro dentro temi come lavoro, diritti, territorio e partecipazione.
Matilda De Angelis ha ricevuto il riconoscimento per la sua capacità di rappresentare, con intensità e autenticità, una nuova generazione di interpreti chiamata a raccontare la complessità del presente.
Il riconoscimento a Dacia Maraini
Il premio a Dacia Maraini celebra una vita dedicata alla forza della parola. La scrittrice ha trasformato la letteratura in uno strumento di consapevolezza, libertà e cambiamento, diventando una voce fondamentale della cultura italiana.
Interrogata sul senso di rendere possibile ciò che sembra impossibile, Maraini ha richiamato il valore della fiducia nel futuro e negli esseri umani, anche quando il tempo che si attraversa appare difficile e tempestoso.
L’omaggio alla famiglia Regeni
Particolarmente intenso anche il riconoscimento alla famiglia di Giulio Regeni e all’avvocata Alessandra Ballerini. Il premio ha voluto rendere omaggio alla loro instancabile ricerca di verità e giustizia, una battaglia nata da una vicenda personale e diventata nel tempo un simbolo universale della difesa dei diritti umani.
Un messaggio forte, rivolto soprattutto ai giovani giurati del festival: non arrendersi davanti all’ingiustizia e continuare a chiedere responsabilità, memoria e verità.
Le parole di Michele Riondino
Michele Riondino, dopo aver ricevuto il premio, ha riflettuto sul rapporto tra il mestiere dell’attore e l’idea di impossibile. Per l’attore, definire qualcosa impossibile significa già giudicarla irraggiungibile, mentre il lavoro artistico impone di restare aperti, di non chiudere le possibilità prima ancora di attraversarle.
Una visione che si lega perfettamente allo spirito del premio, nato per raccontare percorsi umani e professionali capaci di spostare il confine di ciò che sembra realizzabile.
Il simbolo del premio
Ogni opera consegnata ai premiati reinterpreta un’immagine classica: una figura femminile che emerge dalle acque e solleva il mondo con entrambe le mani.
Il mare rappresenta l’oceano di storie, sogni e immaginazione dei giovani di Giffoni, mentre il mondo sorretto dalla figura richiama la vocazione internazionale del festival e la responsabilità di chi, attraverso il proprio lavoro, prova a costruire un futuro diverso.
Un premio per ispirare le nuove generazioni
“Futura - Rendere possibile l’impossibile” nasce così come un riconoscimento non solo artistico, ma anche umano e civile. Giffoni sceglie di premiare chi ha saputo usare talento, coraggio e coerenza per aprire strade, difendere diritti, raccontare il presente e immaginare il domani.
Un messaggio che parla direttamente ai ragazzi del festival: il futuro non si aspetta soltanto, si costruisce.

