La Procura di Salerno ha ufficialmente iscritto tre camici bianchi nel registro degli indagati con l'accusa di omicidio colposo. Al centro della vicenda c'è il misterioso decesso di Daniele Vastola, collaboratore scolastico quarantenne di Siano, stroncato da un malore fatale mentre si trovava nel reparto di psichiatria dell'ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona.
La vittima era giunta in corsia sabato sera, dopo una delicata mediazione dei carabinieri che lo avevano convinto a sottoporsi a un trattamento sanitario obbligatorio in seguito a un grave momento di crisi vissuto tra le mura domestiche come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
La svolta nell'intera vicenda è arrivata nel momento in cui la moglie e il fratello della vittima hanno visionato la salma, riscontrando la presenza di vistosi segni di percosse, tra cui un profondo ematoma sul capo, il labbro spaccato e diverse ecchimosi lungo la schiena. Di fronte a questo scenario, la famiglia ha immediatamente sporto denuncia tramite il proprio legale.
I primi riscontri emersi dall'esame autoptico, affidato dal pubblico ministero a un medico legale, avrebbero confermato la presenza di lesioni da impatto compatibili con una colluttazione e di un edema polmonare, escludendo per ora emorragie interne. I consulenti tecnici si sono presi tre mesi di tempo per depositare i risultati definitivi, utili a chiarire se il decesso sia legato ai farmaci somministrati o ai traumi subiti. Nel frattempo, la salma è stata restituita ai familiari per le esequie celebrate nel pomeriggio a Siano.
La vittima era giunta in corsia sabato sera, dopo una delicata mediazione dei carabinieri che lo avevano convinto a sottoporsi a un trattamento sanitario obbligatorio in seguito a un grave momento di crisi vissuto tra le mura domestiche come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Giallo al Ruggi, tre medici nei guai per la morte di Daniele Vastola
Secondo quanto ricostruito dai parenti, l'uomo era salito sui mezzi di soccorso in uno stato di assoluta calma. Tuttavia, la situazione sarebbe precipitata nelle ore successive. I sanitari avrebbero infatti riferito ai congiunti di uno scontro fisico avvenuto la domenica, nato dal tentativo del paziente di abbandonare la struttura, un episodio che avrebbe spinto il personale a somministrargli dei sedativi. Il martedì mattina è giunta la telefonata che annunciava il decesso improvviso per un arresto cardiocircolatorio.La svolta nell'intera vicenda è arrivata nel momento in cui la moglie e il fratello della vittima hanno visionato la salma, riscontrando la presenza di vistosi segni di percosse, tra cui un profondo ematoma sul capo, il labbro spaccato e diverse ecchimosi lungo la schiena. Di fronte a questo scenario, la famiglia ha immediatamente sporto denuncia tramite il proprio legale.
I primi riscontri emersi dall'esame autoptico, affidato dal pubblico ministero a un medico legale, avrebbero confermato la presenza di lesioni da impatto compatibili con una colluttazione e di un edema polmonare, escludendo per ora emorragie interne. I consulenti tecnici si sono presi tre mesi di tempo per depositare i risultati definitivi, utili a chiarire se il decesso sia legato ai farmaci somministrati o ai traumi subiti. Nel frattempo, la salma è stata restituita ai familiari per le esequie celebrate nel pomeriggio a Siano.

