Mattinata di tensione e preoccupazione davanti allo stabilimento delle Fonderie Pisano dove lavoratori, familiari e rappresentanti sindacali si sono riuniti in un presidio. Lo riporta SalernoNotizie.
Nel corso della protesta si è tenuta un’assemblea sindacale con la partecipazione di Loris Scarpa, coordinatore nazionale Fiom, e Francesca D’Elia, segretaria provinciale Fiom.
Scarpa ha ribadito il principio che guida il sindacato: "Il diritto al lavoro e il diritto all’ambiente devono convivere". Ha sottolineato la disponibilità della Fiom a supportare il trasferimento dell’impianto, purché avvenga in tempi rapidi e con soluzioni pratiche. Ha inoltre denunciato la necessità di superare la contrapposizione fra lavoro e ambiente e sollecitato le istituzioni e l'azienda a recuperare il tempo perso: "Lo stabilimento è fermo e i lavoratori sono a casa. Serve una risposta concreta".
Un punto di vista condiviso da Francesca D’Elia, che ha ricordato le annose difficoltà della vertenza. La segretaria provinciale ha dichiarato che, nonostante le diffidenze verso la gestione aziendale, la posizione del sindacato resta chiara: salute e lavoro non possono essere separati.
Il nodo centrale si giocherà nei prossimi venti giorni, il periodo in cui i lavoratori resteranno formalmente assunti. In queste tre settimane si aprirà un confronto tecnico tra ministeri, Regione e azienda per valutare le prospettive del sito produttivo e dell’occupazione. Sindacati e operai considerano questa fase fondamentale, chiedendo azioni rapide e decisive per porre fine a un lungo periodo di incertezza.
Fonderie Pisano, operai e famiglie riuniti in presidio davanti allo stabilimento: "Salute e lavoro devono convivere"
Mattinata di tensione e preoccupazione si è vissuta davanti allo stabilimento delle Fonderie Pisano, situato nel quartiere Fratte di Salerno, dove lavoratori, familiari e rappresentanti sindacali si sono riuniti in un presidio. La manifestazione segue la decisione del Consiglio di Stato di confermare lo stop alla produzione, respingendo il ricorso dell’azienda. La preoccupazione per il futuro occupazionale ha spinto non solo gli operai, ma anche mogli, figli e altri parenti a unirsi in un gesto comune.Nel corso della protesta si è tenuta un’assemblea sindacale con la partecipazione di Loris Scarpa, coordinatore nazionale Fiom, e Francesca D’Elia, segretaria provinciale Fiom.
Scarpa ha ribadito il principio che guida il sindacato: "Il diritto al lavoro e il diritto all’ambiente devono convivere". Ha sottolineato la disponibilità della Fiom a supportare il trasferimento dell’impianto, purché avvenga in tempi rapidi e con soluzioni pratiche. Ha inoltre denunciato la necessità di superare la contrapposizione fra lavoro e ambiente e sollecitato le istituzioni e l'azienda a recuperare il tempo perso: "Lo stabilimento è fermo e i lavoratori sono a casa. Serve una risposta concreta".
Un punto di vista condiviso da Francesca D’Elia, che ha ricordato le annose difficoltà della vertenza. La segretaria provinciale ha dichiarato che, nonostante le diffidenze verso la gestione aziendale, la posizione del sindacato resta chiara: salute e lavoro non possono essere separati.
Il nodo centrale si giocherà nei prossimi venti giorni, il periodo in cui i lavoratori resteranno formalmente assunti. In queste tre settimane si aprirà un confronto tecnico tra ministeri, Regione e azienda per valutare le prospettive del sito produttivo e dell’occupazione. Sindacati e operai considerano questa fase fondamentale, chiedendo azioni rapide e decisive per porre fine a un lungo periodo di incertezza.

