Tramonti si prepara a rivivere una delle pagine più importanti della sua storia con la quindicesima edizione del Corteo Storico Rievocativo Città di Tramonti, appuntamento che ogni anno richiama cittadini, visitatori e appassionati di storia locale nel cuore della Costa d’Amalfi.
La manifestazione riporterà idealmente il borgo al XV secolo, al tempo di Ferrante I d’Aragona, quando la comunità tramontana si distinse per la fedeltà alla monarchia aragonese durante una fase cruciale per il Regno di Napoli.
Il legame con Ferrante d’Aragona
La rievocazione prende spunto da un episodio storico legato alla battaglia di Sarno del 7 luglio 1460, quando le sorti di Ferrante d’Aragona sembravano ormai compromesse.
Secondo la tradizione, gli uomini di Tramonti ebbero un ruolo importante nel sostegno alla causa aragonese, contribuendo alla salvezza del sovrano e confermando la propria fedeltà alla casa reale.
Proprio questo legame sarà al centro del corteo, che celebrerà il riconoscimento concesso da Ferrante ai Tramontani nel 1461.
Il corteo nella frazione di Polvica
La manifestazione si svolgerà nella frazione di Polvica, dove i figuranti dei tredici casali sfileranno lungo un percorso che ruota attorno all’antico Sedile del Popolo di Tramonti, nei pressi della chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista.
Si tratta di un luogo simbolico per la storia civile della comunità, richiamato anche da una lapide settecentesca posta sulla parete della chiesa.
L’iscrizione ricorda il privilegio concesso da re Ferdinando ai “Nobili Uomini di Tramonti”, chiamati a riunirsi e deliberare per gli affari della patria.
Tramonti tra Ducato di Amalfi e Regno di Napoli
La storia raccontata dal Corteo affonda le sue radici nell’antica appartenenza di Tramonti al territorio del Ducato di Amalfi.
Dopo la stagione della Repubblica e del Ducato amalfitano, il territorio attraversò secoli complessi, segnati da passaggi di dominio, equilibri feudali e trasformazioni politiche.
Con l’arrivo degli Aragonesi sul trono di Napoli, il Ducato di Amalfi fu affidato a Raimondo Orsini, marito di Eleonora d’Aragona, che dedicò grande attenzione a Tramonti, rafforzandone le difese e realizzando opere strategiche come la torre di Chiunzi e il castello di Santa Maria la Nova, detto anche “Particelle”.
La battaglia di Sarno e la fedeltà aragonese
Dopo la morte di Raimondo Orsini, Eleonora d’Aragona assunse la reggenza del Ducato.
Le tensioni per la successione al trono di Napoli divisero il territorio: la duchessa sostenne le pretese angioine di Giovanni d’Angiò, mentre Tramonti rimase fedele a Ferrante d’Aragona.
Lo scontro culminò nella battaglia di Sarno. La tradizione tramontana racconta che un gruppo di militi cavesi, tra cui probabilmente anche uomini di Tramonti, guidati dai fratelli Giosuè e Marino Longo, contribuì a rompere l’accerchiamento, permettendo al sovrano di mettersi in salvo verso i territori amici dei Monti Lattari.
Il privilegio degli “Uomini Nobili”
La fedeltà dimostrata dai Tramontani fu ricompensata da Ferrante d’Aragona con importanti riconoscimenti.
La comunità ottenne la dichiarazione di “Uomini Nobili” e privilegi legati alla rappresentanza politica e ai mercati del Regno.
Da questi riconoscimenti prese forma una nuova fase economica e sociale, che favorì lo sviluppo di famiglie tramontane attive nell’artigianato, nel commercio e nelle professioni.
Tra le attività ricordate figurano la lavorazione della lana, della bambagia, del legno, delle ceste, l’arte dello speziale e del ceraiolo, oltre al notariato.
Torna il Palio Città di Tramonti
L’edizione 2026 segna anche il ritorno del Palio Città di Tramonti, dopo l’interruzione legata al periodo pandemico.
Il Palio consiste in un gonfalone con l’insegna araldica della città e i simboli delle frazioni dell’antica Università tramontana.
L’assegnazione avverrà attraverso una gara di abilità: il tradizionale tiro alla fune, con squadre rappresentative delle diverse frazioni.
La squadra vincitrice custodirà il gonfalone per un anno, fino alla successiva edizione.
L’albo d’oro del Palio
Nelle precedenti edizioni il Palio è stato conquistato da diverse frazioni.
Campinola ha vinto la prima edizione, Gete la seconda e la terza, ancora Campinola la quarta, Cesarano la quinta e la sesta, mentre Campinola si è aggiudicata anche la settima, l’ottava e la nona edizione.
Tavola rotonda su Ferrante e il suo tempo
Il programma prevede anche un momento di approfondimento storico con una tavola rotonda dedicata a Ferrante d’Aragona e il suo tempo, curata dall’Università di Salerno.
Dopo i saluti istituzionali del sindaco Domenico Amatruda e del presidente dell’Associazione Gete, Antonio Giordano, sono previsti gli interventi della dottoressa Sabrina Gambaro sulla presenza ebraica nel territorio, del dottor Donato Sarno sull’Inquisizione tra Medioevo ed età moderna e del professor Alfonso Tortora sul processo inquisitorio agli erborari della Costa d’Amalfi.
A moderare l’incontro sarà il dottor Salvatore Serio.
Una festa di comunità
Il Corteo Storico Città di Tramonti non è soltanto una rievocazione in costume, ma un momento di partecipazione collettiva e riscoperta delle radici.
Alla sfilata prenderanno parte figuranti della comunità tramontana e della Costa d’Amalfi, con la partecipazione del Rotary Club Amalfi, artisti e attori.
La direzione artistica è affidata a Rossella Molisso, mentre il contributo storico-culturale è curato dal professor Domenico Taiani, ideatore e curatore della manifestazione.
Tramonti tra memoria e futuro
Con il Corteo Storico, Tramonti apre simbolicamente l’estate amalfitana nel segno della storia.
La manifestazione restituisce valore alla memoria di una comunità montana che, nei secoli, ha costruito la propria identità sulla fedeltà, sul lavoro, sulle tradizioni e sull’orgoglio delle proprie radici.

