Cinque persone risultano indagate nell’inchiesta della Procura di Vallo della Lucania che ha portato al sequestro di un cantiere edilizio nel territorio di Montano Antilia. La vicenda si intreccia con i cedimenti che da mesi stanno creando disagi lungo la Cilentana, dove nel tratto interessato resta in vigore il senso unico alternato. Lo riporta l'edizione odierna de Il Mattino.
Cilentana, cedimenti e cantiere sotto sequestro a Montano Antilia: cinque indagati
Il provvedimento riguarda un’area di cantiere situata in località Mulitano, nella frazione Massicelle di Montano Antilia. Il sequestro è stato eseguito dai militari del Nucleo Carabinieri Forestali di Montano Antilia, in esecuzione di un decreto emesso dal Gip del Tribunale di Vallo della Lucania su richiesta della Procura.
L’indagine riguarda presunti abusi edilizi connessi ai lavori effettuati nell’area. Le verifiche che hanno portato al sequestro sono state svolte dalla Polizia Municipale e dall’Ufficio Tecnico Comunale. Secondo quanto emerso, il permesso rilasciato prevedeva la realizzazione di un capannone in ferro da destinare al ricovero di mezzi agricoli. Gli accertamenti avrebbero però evidenziato interventi difformi rispetto al progetto autorizzato.
Le difformità riscontrate
Tra gli elementi finiti al centro dell’inchiesta ci sarebbero lo spostamento dell’area di sedime del fabbricato, la realizzazione di un fosso di guardia in una posizione diversa da quella prevista e modifiche dell’orografia del terreno.
Tali interventi, secondo quanto contestato, avrebbero alterato lo stato dei luoghi. L’area è inoltre sottoposta a vincolo idrogeologico e ricade nella fascia di rispetto stradale della Variante SS18 Cilentana.
Il collegamento con i disagi sulla Cilentana
L’inchiesta si inserisce in un contesto già segnato dai problemi di viabilità lungo la Cilentana. Da mesi, infatti, il tratto interessato dal dissesto è regolato a senso unico alternato a causa di un cedimento che ha provocato un avvallamento sulla carreggiata.
Secondo la ricostruzione fornita da Anas, gli scavi effettuati a ridosso del pendio avrebbero potuto incidere sulla stabilità del terreno, contribuendo al cedimento che ha poi interessato la sede stradale.
Anas ha più volte precisato che il dissesto non sarebbe collegato a problemi strutturali dell’infrastruttura. La società si è inoltre riservata eventuali azioni per tutelare i costi sostenuti per la messa in sicurezza e il ripristino dell’arteria.
Lavori da oltre 1,3 milioni
Nel frattempo entra nella fase decisiva l’intervento di consolidamento. I lavori, per un importo complessivo superiore a 1,3 milioni di euro, prevedono la messa in sicurezza del versante e la ricostruzione del corpo stradale danneggiato.
Per consentire un nuovo intervento sull’avvallamento e il ripristino della corsia attualmente utilizzata dal traffico a senso unico alternato, oggi, giovedì 11 giugno, il tratto resterà chiuso alla circolazione dalle 9 alle 17. La chiusura si è resa necessaria dopo l’ulteriore abbassamento registrato negli ultimi giorni nell’area interessata dal cedimento.

