Il Comune di Futani ha ufficializzato l'avvio delle procedure per l'erogazione del "Bonus Nati in Paese 2025-2026", una misura economica straordinaria varata dall'amministrazione comunale per contrastare il progressivo decremento demografico e offrire un aiuto concreto ai nuclei familiari del territorio cilentano.
Per questa prima tranche, relativa all'annualità 2025, la giunta ha stanziato un contributo una tantum del valore di 250 euro per ogni bambino nato o adottato nel corso dell'anno solare precedente, ponendo le basi per un secondo bando analogo che riguarderà invece i nati nell'anno corrente.
L'iniziativa si inserisce in un più ampio piano di welfare locale promosso dal sindaco e dai consiglieri di maggioranza, mirato a incentivare la natalità e a sostenere le spese di prima necessità che le giovani coppie si trovano ad affrontare nei piccoli borghi dell'entroterra. Attraverso questo incentivo diretto, l'ente locale punta a mandare un segnale di vicinanza e radicamento, nella speranza di rendere il territorio più attrattivo per le nuove famiglie e frenare l'emorragia migratoria verso i grandi centri urbani.
Per questa prima tranche, relativa all'annualità 2025, la giunta ha stanziato un contributo una tantum del valore di 250 euro per ogni bambino nato o adottato nel corso dell'anno solare precedente, ponendo le basi per un secondo bando analogo che riguarderà invece i nati nell'anno corrente.
Bonus bebè contro lo spopolamento a Futani
I termini per la presentazione delle istanze scadranno ufficialmente il prossimo 30 giugno 2026, data entro la quale i genitori interessati dovranno trasmettere la documentazione agli uffici municipali competenti. Il regolamento approvato fissa paletti precisi per l'accesso al beneficio, richiedendo la residenza stabile nel piccolo centro salernitano di almeno uno dei due genitori al momento della nascita, la regolare iscrizione anagrafica del minore nei registri del comune e la certificazione dell'evento avvenuto tra il primo gennaio e il 31 dicembre del 2025.L'iniziativa si inserisce in un più ampio piano di welfare locale promosso dal sindaco e dai consiglieri di maggioranza, mirato a incentivare la natalità e a sostenere le spese di prima necessità che le giovani coppie si trovano ad affrontare nei piccoli borghi dell'entroterra. Attraverso questo incentivo diretto, l'ente locale punta a mandare un segnale di vicinanza e radicamento, nella speranza di rendere il territorio più attrattivo per le nuove famiglie e frenare l'emorragia migratoria verso i grandi centri urbani.

