La Corte d'Assise di Salerno ha emesso una sentenza di condanna a 24 anni di reclusione per il 38enne Marco Aiello, ritenuto responsabile del brutale omicidio della consorte Maria Rosaria Troisi, all'epoca trentottenne e in stato di gravidanza come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
I giudici del tribunale salernitano, presieduti dal magistrato Diograzia con il giudice a latere Passaro, hanno riconosciuto un vizio parziale di mente per l'imputato, applicando le attenuanti generiche in regime di equivalenza rispetto alle aggravanti e disponendo, a pena espiata, cinque anni di libertà vigilata insieme alla revoca della potestà genitoriale.
La mattina del delitto, dopo aver tentato invano di spingere alcuni familiari e vicini a chiamare le forze dell'ordine dichiarandosi minacciato, l'uomo aggredì la donna nella cucina di casa, colpendola a morte con sette fendenti e interrompendo così anche la gravidanza in corso.
La decisione dei giudici ha ricalcato la richiesta quantitativa della procura, ma ha acceso il dibattito tra le parti processuali in vista del deposito delle motivazioni. L'avvocato difensore Giovanni Giuliano ha sempre sostenuto la totale incapacità di intendere e di volere dell'assistito, descrivendolo come in preda a un raptus delirante incontrollabile.
Sul fronte opposto, le avvocatesse di parte civile Norma Maranzino, in rappresentanza dei fratelli della vittima, e Angela Inghilleri, per la tutela dei figli minorenni della coppia, avevano sollecitato il massimo rigore della pena, escludendo qualsiasi vizio psichico e insistendo sulla premeditazione e sulla crudeltà dell'azione.
I giudici del tribunale salernitano, presieduti dal magistrato Diograzia con il giudice a latere Passaro, hanno riconosciuto un vizio parziale di mente per l'imputato, applicando le attenuanti generiche in regime di equivalenza rispetto alle aggravanti e disponendo, a pena espiata, cinque anni di libertà vigilata insieme alla revoca della potestà genitoriale.
Battipaglia, femminicidio in villetta: 24 anni a Marco Aiello
Il dramma si consumò il 20 settembre 2023 all'interno di un'abitazione situata in località Lago, nel comune di Battipaglia. Secondo le indagini condotte dal pubblico ministero Licia Vivaldi, l'imputato era da tempo tormentato dal sospetto infondato di una relazione extraconiugale della moglie, un'ossessione tale da spingerlo a manifestare deliri persecutori persino durante una vacanza di famiglia a Disneyland.La mattina del delitto, dopo aver tentato invano di spingere alcuni familiari e vicini a chiamare le forze dell'ordine dichiarandosi minacciato, l'uomo aggredì la donna nella cucina di casa, colpendola a morte con sette fendenti e interrompendo così anche la gravidanza in corso.
La decisione dei giudici ha ricalcato la richiesta quantitativa della procura, ma ha acceso il dibattito tra le parti processuali in vista del deposito delle motivazioni. L'avvocato difensore Giovanni Giuliano ha sempre sostenuto la totale incapacità di intendere e di volere dell'assistito, descrivendolo come in preda a un raptus delirante incontrollabile.
Sul fronte opposto, le avvocatesse di parte civile Norma Maranzino, in rappresentanza dei fratelli della vittima, e Angela Inghilleri, per la tutela dei figli minorenni della coppia, avevano sollecitato il massimo rigore della pena, escludendo qualsiasi vizio psichico e insistendo sulla premeditazione e sulla crudeltà dell'azione.

