L’artista visivo Girolamo Santulli rompe il silenzio e solleva un caso di tutela del diritto d’autore e del patrimonio pubblico riguardante due sue opere presenti nel comune di Baronissi: "Microcosmo" (2002, collezione FRaC) e "dante700" (2021, installazione pubblica).
A seguito di un’ispezione autografa effettuata lo scorso 3 aprile presso il Museo FRaC, la situazione è apparsa ancora più grave. L’opera è stata rinvenuta in un’area di deposito nel retro della reception, in un ambiente promiscuo e degradato, circondata da arredi dismessi e materiali di risulta accatastati.
«Ciò che colpisce non è solo l'intervento di "restauro" non autorizzato, ma l'attuale stato di abbandono» spiega Santulli. «L’opera è coperta da polvere e residui che ne intaccano la superficie e la cornice metallica, già segnata dall'ossidazione. Vedere un proprio lavoro trattato come un ingombro è inaccettabile».
Baronissi, la denuncia di Girolamo Santulli: "Le mie opere tra incuria e silenzi"
Dopo mesi di sollecitazioni e incontri rimasti privi di riscontri operativi, la vicenda approda ora nelle sedi legali. L'artista ha infatti affidato la propria tutela all’Avvocato Sonia Costantino, esperta in diritto dell’Arte, per accertare le responsabilità circa lo stato di conservazione e le gravi alterazioni subite dalle opere.Il caso "Microcosmo": dal danno al restauro non autorizzato
La vicenda di "Microcosmo" è emblematica di una gestione critica. L'opera ha subito inizialmente un danno strutturale a cui è seguito un intervento di restauro eseguito in modo improprio e, soprattutto, senza alcuna autorizzazione o coinvolgimento dell'autore. Tale manipolazione ha alterato i materiali e le forme originali del lavoro, ledendo la visione artistica originaria.A seguito di un’ispezione autografa effettuata lo scorso 3 aprile presso il Museo FRaC, la situazione è apparsa ancora più grave. L’opera è stata rinvenuta in un’area di deposito nel retro della reception, in un ambiente promiscuo e degradato, circondata da arredi dismessi e materiali di risulta accatastati.
«Ciò che colpisce non è solo l'intervento di "restauro" non autorizzato, ma l'attuale stato di abbandono» spiega Santulli. «L’opera è coperta da polvere e residui che ne intaccano la superficie e la cornice metallica, già segnata dall'ossidazione. Vedere un proprio lavoro trattato come un ingombro è inaccettabile».

