La sicurezza negli istituti del Salernitano non è più solo una questione di ordine pubblico, ma un sistema integrato di prevenzione. Il Prefetto Francesco Esposito, in sinergia con l'Ufficio scolastico regionale, ha inviato ai presidi del territorio un vademecum operativo per intercettare i segnali di disagio prima che degenerino in episodi di cronaca, come i recenti casi di violenza registrati tra la movida e i cancelli delle scuole come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
La nuova strategia trova il pieno appoggio dei dirigenti scolastici salernitani. Per Anna Laura Giannantonio (Liceo Da Procida) e Emiliano Barbuto (Istituto Galilei), il manuale rappresenta uno strumento concreto per non "voltarsi dall'altra parte". Il percorso si sposa con la linea del Ministero dell'Istruzione, che ha avviato corsi specifici sull'empatia. Come ribadito dal ministro Valditara, la sfida è ripristinare il "senso del limite" e la cultura del rispetto, trasformando la scuola in un presidio capace di leggere la sofferenza giovanile prima che questa si trasformi in una lama sguainata.
Allarme coltelli e violenza, la Prefettura blinda le scuole
Il documento introduce un metodo scientifico per i docenti, basato su tre pilastri fondamentali per distinguere una ragazzata da una deriva pericolosa: ripetitività, persistenza e progressione. Non si guarda solo al gesto eclatante, ma anche a segnali silenziosi come il ritiro sociale o l'improvviso calo del rendimento. L'obiettivo è chiaro: agire con proporzionalità, attivando i servizi sociali come forma di supporto anziché di punizione, riservando l'intervento delle forze dell'ordine solo ai casi penalmente rilevanti.La nuova strategia trova il pieno appoggio dei dirigenti scolastici salernitani. Per Anna Laura Giannantonio (Liceo Da Procida) e Emiliano Barbuto (Istituto Galilei), il manuale rappresenta uno strumento concreto per non "voltarsi dall'altra parte". Il percorso si sposa con la linea del Ministero dell'Istruzione, che ha avviato corsi specifici sull'empatia. Come ribadito dal ministro Valditara, la sfida è ripristinare il "senso del limite" e la cultura del rispetto, trasformando la scuola in un presidio capace di leggere la sofferenza giovanile prima che questa si trasformi in una lama sguainata.

