Svolta nell’inchiesta sugli appalti pubblici a Capaccio Paestum. Il Tribunale di Vallo della Lucania ha disposto la revoca delle misure cautelari nei confronti dell’ex sindaco Franco Alfieri e dell’ex RUP Carmine Greco. Il provvedimento, firmato dal presidente Vincenzo Pellegrino con parere favorevole della Procura, elimina l’obbligo di dimora a Torchiara per Alfieri e il divieto di dimora per Greco.
Le motivazioni della revoca
Alla base della decisione vi è l’evoluzione del procedimento giudiziario. Secondo i giudici, la fase dibattimentale ha ormai portato all’escussione dei testimoni dell’accusa, facendo venir meno le esigenze cautelari e il rischio di reiterazione dei reati contestati.
L’indagine riguarda presunti illeciti nella gestione degli appalti per la pubblica illuminazione nel territorio capaccese. Le ipotesi di reato includono turbativa d’asta e corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, con ulteriori contestazioni di falso ideologico a carico dell’ex primo cittadino.
Alfieri resta ai domiciliari
Nonostante la revoca delle misure relative a questo filone, la posizione di Alfieri resta complessa.
L’ex sindaco continua infatti a essere sottoposto agli arresti domiciliari nell’ambito di un’altra indagine, legata a un presunto accordo politico-mafioso in occasione delle elezioni amministrative del 2019, che coinvolgerebbe anche l’imprenditore Roberto Squecco.
Il processo riprende il 23 aprile
Il procedimento giudiziario proseguirà il prossimo 23 aprile, mentre resta alta l’attenzione su una vicenda che da tempo interessa il panorama politico e amministrativo locale.

