L'Università degli Studi di Salerno accelera il passo sulla valutazione della qualità della Ricerca. Il rettore Virgilio D’Antonio ha commentato con queste parole: "Questo risultato testimonia la maturità raggiunta dalla nostra Comunità accademica e la capacità di esprimere un'eccellente qualità scientifica a livello nazionale e internazionale." Lo riporta SalernoToday.
Le analisi relative al parametro R1_2, che misura la qualità specifica della ricerca, rivelano performance eccellenti nei singoli ambiti disciplinari. L’area dell’Ingegneria Civile e Architettura, ad esempio, si colloca ai vertici nazionali, mentre le Scienze agrarie e veterinarie raggiungono il secondo posto. Posizioni di rilievo sono occupate anche nell’ambito delle Scienze Mediche e dell’Ingegneria industriale e dell’informazione, rispettivamente in quinta e settima posizione. Le Scienze fisiche ottengono, inoltre, un valido nono posto.
L’eccellenza di UniSA trova ulteriore conferma dall’analisi dell’indicatore R3. Questo parametro considera la qualità della produzione scientifica degli studiosi che hanno conseguito il dottorato presso l’Ateneo prima di iniziare il proprio percorso accademico. I risultati parlano chiaro: l’ingegneria Civile e Architettura, così come le Scienze storiche, filosofiche e pedagogiche, conquistano il primo posto nei rispettivi ambiti. Le Scienze economiche e statistiche si piazzano terze, mentre le Scienze chimiche e mediche raggiungono la quarta posizione. Altre aree di spicco comprendono le Scienze dell’antichità (sesto posto) e le Scienze matematiche e informatiche (settimo posto).
Guardando all’indicatore R5, che misura la dimensione media dei progetti finanziati da enti internazionali, UniSA risulta dodicesima tra gli atenei statali, seconda nel Mezzogiorno e quarta tra gli atenei del Centro-Sud Italia. Questo risultato evidenzia l’elevata capacità dell’Università di attrarre fondi per progetti di ricerca internazionali.
I commenti sul successo
Secondo il Rettore Virgilio D’Antonio, l’insieme di questi indicatori restituisce una visione complessiva positiva dei progressi del campus: "Sono il segno tangibile della collaborazione della nostra comunità accademica, capace di contribuire al progresso attraverso ricerche scientifiche di alta qualità". Inoltre, D’Antonio sottolinea come la fitta integrazione fra ricerca avanzata, formazione e innovazione scientifica costituisca una delle caratteristiche distintive dell’Ateneo di Salerno. Gli studenti, ha aggiunto, beneficiano direttamente di queste sinergie grazie a un accesso continuo a contenuti didattici innovativi e aggiornati gestiti in un campus dinamico e interdisciplinare.
Il Delegato alla Ricerca Cesare Pianese ha poi evidenziato che l’Università si ispira ai modelli delle più avanzate "Research University", costruendo le sue fondamenta su un’interazione feconda tra didattica, ricerca e trasferimento tecnologico (Terza Missione). Tale visione sistemica permette lo sviluppo di ricerche di frontiera in laboratori all’avanguardia, in collaborazione con istituzioni pubbliche, aziende private e reti scientifiche internazionali.
Valutazione della Qualità della Ricerca: l'Università degli Studi di Salerno accelera il passo
I risultati della Valutazione della Qualità della Ricerca (VQR) per il periodo 2020-2024 evidenziano un notevole progresso dell’Università degli Studi di Salerno. L’indicatore IRAS1_2, parametro che valuta quantità e qualità della ricerca svolta da docenti e ricercatori, colloca UniSA al 17° posto tra i 61 atenei statali, al 4° posto tra le grandi università nazionali e al 2° nel Mezzogiorno tra i grandi atenei. Questo avanzamento si traduce in un balzo di quattro posizioni rispetto alla precedente valutazione nazionale VQR 2015-2019.Le analisi relative al parametro R1_2, che misura la qualità specifica della ricerca, rivelano performance eccellenti nei singoli ambiti disciplinari. L’area dell’Ingegneria Civile e Architettura, ad esempio, si colloca ai vertici nazionali, mentre le Scienze agrarie e veterinarie raggiungono il secondo posto. Posizioni di rilievo sono occupate anche nell’ambito delle Scienze Mediche e dell’Ingegneria industriale e dell’informazione, rispettivamente in quinta e settima posizione. Le Scienze fisiche ottengono, inoltre, un valido nono posto.
L’eccellenza di UniSA trova ulteriore conferma dall’analisi dell’indicatore R3. Questo parametro considera la qualità della produzione scientifica degli studiosi che hanno conseguito il dottorato presso l’Ateneo prima di iniziare il proprio percorso accademico. I risultati parlano chiaro: l’ingegneria Civile e Architettura, così come le Scienze storiche, filosofiche e pedagogiche, conquistano il primo posto nei rispettivi ambiti. Le Scienze economiche e statistiche si piazzano terze, mentre le Scienze chimiche e mediche raggiungono la quarta posizione. Altre aree di spicco comprendono le Scienze dell’antichità (sesto posto) e le Scienze matematiche e informatiche (settimo posto).
Guardando all’indicatore R5, che misura la dimensione media dei progetti finanziati da enti internazionali, UniSA risulta dodicesima tra gli atenei statali, seconda nel Mezzogiorno e quarta tra gli atenei del Centro-Sud Italia. Questo risultato evidenzia l’elevata capacità dell’Università di attrarre fondi per progetti di ricerca internazionali.
I commenti sul successo
Secondo il Rettore Virgilio D’Antonio, l’insieme di questi indicatori restituisce una visione complessiva positiva dei progressi del campus: "Sono il segno tangibile della collaborazione della nostra comunità accademica, capace di contribuire al progresso attraverso ricerche scientifiche di alta qualità". Inoltre, D’Antonio sottolinea come la fitta integrazione fra ricerca avanzata, formazione e innovazione scientifica costituisca una delle caratteristiche distintive dell’Ateneo di Salerno. Gli studenti, ha aggiunto, beneficiano direttamente di queste sinergie grazie a un accesso continuo a contenuti didattici innovativi e aggiornati gestiti in un campus dinamico e interdisciplinare.
Il Delegato alla Ricerca Cesare Pianese ha poi evidenziato che l’Università si ispira ai modelli delle più avanzate "Research University", costruendo le sue fondamenta su un’interazione feconda tra didattica, ricerca e trasferimento tecnologico (Terza Missione). Tale visione sistemica permette lo sviluppo di ricerche di frontiera in laboratori all’avanguardia, in collaborazione con istituzioni pubbliche, aziende private e reti scientifiche internazionali.

