Dopo la decisione del presidente del Tribunale di Salerno, Giuseppe Ciampa, di autorizzare la nascita dei Consigli di aiuto sociale, i Radicali hanno interrotto lo sciopero della fame, ma hanno deciso di proseguire la mobilitazione. Lo riporta Il Mattino.
Il prossimo tema riguarda il funzionamento del Tribunale di sorveglianza. L'organico previsto è di quattro magistrati, ma attualmente sono soltanto due quelli effettivamente in servizio. Una carenza che rende problematiche anche attività fondamentali, come le visite periodiche ai detenuti e la possibilità per questi ultimi di avere un confronto diretto con il magistrato.
«È proprio questa mancanza dello Stato che vogliamo evidenziare», ha sottolineato Salzano. I Radicali intendono inoltre coinvolgere nella discussione anche la facente funzioni del Tribunale di sorveglianza, Ventre, con un incontro che dovrebbe svolgersi nelle prossime settimane.
Massimo Torre ha descritto un quadro particolarmente grave: «Abbiamo constatato una condizione di forte disumanità nella quale sono costrette a vivere le persone detenute. Quando lo Stato limita la libertà di un individuo, deve assumersi la responsabilità di proteggere non soltanto la collettività esterna al carcere, ma anche quella che vive all'interno».
Secondo Torre, è quindi indispensabile predisporre un percorso capace di accompagnare i detenuti verso il ritorno nella società. «Il momento della scarcerazione non può coincidere con una persona ancora più carica di rabbia e violenza. Bisogna creare le condizioni per un vero reinserimento sociale».
Per quanto riguarda invece il carcere di Fuorni, l'avvocato Emiliano Torre ha annunciato la presentazione di due richieste di accesso agli atti.
La prima sarà rivolta all'Asl e servirà a ottenere informazioni sulle verifiche igienico-sanitarie effettuate periodicamente nella struttura, con particolare attenzione alle eventuali problematiche emerse durante i controlli. «A Fuorni l'acqua entra dalle pareti quando piove e ci sono evidenti problemi di salubrità», ha denunciato.
La seconda istanza sarà indirizzata all'Amministrazione penitenziaria e riguarderà lo stato degli impianti elettrici, del sistema di riscaldamento e della disponibilità di acqua calda. L'intento è anche verificare quali interventi siano stati previsti per il futuro della struttura.
«Ci è stato riferito che sono stati stanziati dei fondi e vogliamo sapere se esista un piano preciso per utilizzarli», ha spiegato Torre, annunciando la preparazione di un dossier dedicato alle condizioni del carcere.
«La nostra idea è quella di avere a Salerno un carcere realmente vissuto», ha aggiunto, evidenziando l'importanza di costruire una collaborazione stabile tra istituzioni e territorio per favorire il recupero delle persone detenute e accompagnarle nel percorso di reinserimento.
Gianfranco Valiante ha definito il confronto con le istituzioni un risultato tutt'altro che scontato: «Riuscire a essere ascoltati dagli enti pubblici è quasi un miracolo». Ha quindi rivendicato il significato sociale e civile dell'iniziativa portata avanti nelle ultime settimane.
La staffetta e lo sciopero della fame si fermano, dunque, ma la mobilitazione proseguirà. «Il nostro obiettivo è riportare lo Stato all'interno delle carceri e garantire la presenza delle istituzioni anche sul fronte sanitario», ha concluso Salzano.
Tribunale di sorveglianza e carcere a Salerno, i Radicali rilanciano la mobilitazione
Dopo la decisione del presidente del Tribunale di Salerno, Giuseppe Ciampa, di autorizzare la nascita dei Consigli di aiuto sociale, i Radicali hanno interrotto lo sciopero della fame, ma hanno deciso di proseguire la loro iniziativa.Nel mirino finiscono ora soprattutto la grave carenza di magistrati al Tribunale di sorveglianza e le condizioni strutturali e igienico-sanitarie del carcere di Fuorni.Gli obiettivi
La nuova fase della protesta, giunta a un primo traguardo dopo 25 giorni di digiuno, è stata presentata ieri durante una conferenza stampa organizzata da Donato Salzano, segretario dell'associazione radicale Maurizio Provenza. All'incontro hanno partecipato gli avvocati Massimo ed Emiliano Torre e Gianfranco Valiante, che ha concluso la staffetta iniziata il 10 agosto. «Lo sciopero della fame è terminato, ma continueremo a portare avanti la nostra battaglia», ha spiegato Salzano.Il prossimo tema riguarda il funzionamento del Tribunale di sorveglianza. L'organico previsto è di quattro magistrati, ma attualmente sono soltanto due quelli effettivamente in servizio. Una carenza che rende problematiche anche attività fondamentali, come le visite periodiche ai detenuti e la possibilità per questi ultimi di avere un confronto diretto con il magistrato.
«È proprio questa mancanza dello Stato che vogliamo evidenziare», ha sottolineato Salzano. I Radicali intendono inoltre coinvolgere nella discussione anche la facente funzioni del Tribunale di sorveglianza, Ventre, con un incontro che dovrebbe svolgersi nelle prossime settimane.
Massimo Torre ha descritto un quadro particolarmente grave: «Abbiamo constatato una condizione di forte disumanità nella quale sono costrette a vivere le persone detenute. Quando lo Stato limita la libertà di un individuo, deve assumersi la responsabilità di proteggere non soltanto la collettività esterna al carcere, ma anche quella che vive all'interno».
Secondo Torre, è quindi indispensabile predisporre un percorso capace di accompagnare i detenuti verso il ritorno nella società. «Il momento della scarcerazione non può coincidere con una persona ancora più carica di rabbia e violenza. Bisogna creare le condizioni per un vero reinserimento sociale».
Per quanto riguarda invece il carcere di Fuorni, l'avvocato Emiliano Torre ha annunciato la presentazione di due richieste di accesso agli atti.
La prima sarà rivolta all'Asl e servirà a ottenere informazioni sulle verifiche igienico-sanitarie effettuate periodicamente nella struttura, con particolare attenzione alle eventuali problematiche emerse durante i controlli. «A Fuorni l'acqua entra dalle pareti quando piove e ci sono evidenti problemi di salubrità», ha denunciato.
La seconda istanza sarà indirizzata all'Amministrazione penitenziaria e riguarderà lo stato degli impianti elettrici, del sistema di riscaldamento e della disponibilità di acqua calda. L'intento è anche verificare quali interventi siano stati previsti per il futuro della struttura.
«Ci è stato riferito che sono stati stanziati dei fondi e vogliamo sapere se esista un piano preciso per utilizzarli», ha spiegato Torre, annunciando la preparazione di un dossier dedicato alle condizioni del carcere.
«La nostra idea è quella di avere a Salerno un carcere realmente vissuto», ha aggiunto, evidenziando l'importanza di costruire una collaborazione stabile tra istituzioni e territorio per favorire il recupero delle persone detenute e accompagnarle nel percorso di reinserimento.
Gianfranco Valiante ha definito il confronto con le istituzioni un risultato tutt'altro che scontato: «Riuscire a essere ascoltati dagli enti pubblici è quasi un miracolo». Ha quindi rivendicato il significato sociale e civile dell'iniziativa portata avanti nelle ultime settimane.
La staffetta e lo sciopero della fame si fermano, dunque, ma la mobilitazione proseguirà. «Il nostro obiettivo è riportare lo Stato all'interno delle carceri e garantire la presenza delle istituzioni anche sul fronte sanitario», ha concluso Salzano.

