Una drammatica fatalità ha spezzato la vita della giovanissima Alice Ferrari, una bambina di undici anni originaria di Suisio, comune della bergamasca, deceduta ieri, 17 luglio, all'interno di un impianto natatorio a Sestri Levante.
Le prime indagini sulla dinamica dell'incidente suggeriscono che la chioma della piccola sia rimasta intrappolata nel meccanismo di tiraggio dell'acqua della vasca, impedendole di risalire in superficie.
Secondo l'esperto, l'attuale quadro normativo italiano sarebbe già di per sé strutturato, ma a mancare sarebbero le verifiche ispettive sul campo e l'applicazione di barriere di protezione realmente efficaci.
L'organismo associativo ha quindi avanzato una serie di proposte urgenti da sottoporre alle autorità: l'imposizione della cuffia obbligatoria per tutti i bagnanti, l'adozione di valvole di sicurezza automatiche in grado di disattivare istantaneamente il flusso di aspirazione in caso di ostruzione e cartelli informativi ad alto impatto visivo.
Tra le richieste spiccano anche restrizioni strutturali sulle griglie dei condotti, barriere perimetrali più efficienti e una regolamentazione rigida degli ingressi per non sovraffollare gli specchi d'acqua, agevolando così il lavoro di sorveglianza dei bagnini.
La scomparsa della ragazzina ha destato profondo cordoglio anche nel mondo sportivo. La giovane frequentava infatti la Pre-Academy Jumping Lombardia ed era un'appassionata di equitazione sin dall'età di sei anni.
La Federazione Italiana Sport Equestri ha diffuso una nota ufficiale per esprimere il proprio dolore e la massima solidarietà ai genitori, ricordando la giovane atleta per la sua grande passione e il suo amore per i cavalli.
Le prime indagini sulla dinamica dell'incidente suggeriscono che la chioma della piccola sia rimasta intrappolata nel meccanismo di tiraggio dell'acqua della vasca, impedendole di risalire in superficie.
Tragedia in piscina a Sestri Levante, Alice Ferrari intrappolata sul fondo
L'episodio ha riacceso immediatamente il dibattito sui livelli di sicurezza delle strutture ricreative. Mirko Damasco, alla guida dell'organizzazione Salvagente, ha denunciato come questo rappresenti già il terzo incidente analogo registrato nell'ultimo periodo.Secondo l'esperto, l'attuale quadro normativo italiano sarebbe già di per sé strutturato, ma a mancare sarebbero le verifiche ispettive sul campo e l'applicazione di barriere di protezione realmente efficaci.
L'organismo associativo ha quindi avanzato una serie di proposte urgenti da sottoporre alle autorità: l'imposizione della cuffia obbligatoria per tutti i bagnanti, l'adozione di valvole di sicurezza automatiche in grado di disattivare istantaneamente il flusso di aspirazione in caso di ostruzione e cartelli informativi ad alto impatto visivo.
Tra le richieste spiccano anche restrizioni strutturali sulle griglie dei condotti, barriere perimetrali più efficienti e una regolamentazione rigida degli ingressi per non sovraffollare gli specchi d'acqua, agevolando così il lavoro di sorveglianza dei bagnini.
La scomparsa della ragazzina ha destato profondo cordoglio anche nel mondo sportivo. La giovane frequentava infatti la Pre-Academy Jumping Lombardia ed era un'appassionata di equitazione sin dall'età di sei anni.
La Federazione Italiana Sport Equestri ha diffuso una nota ufficiale per esprimere il proprio dolore e la massima solidarietà ai genitori, ricordando la giovane atleta per la sua grande passione e il suo amore per i cavalli.

