Mare Libero APS interviene sul Piano di Allocazione Demaniale del Comune di Salerno e solleva una serie di criticità sulla gestione delle spiagge libere, sulla partecipazione dei cittadini e sul quadro normativo europeo in materia di concessioni balneari.
L’associazione, in occasione dell’incontro pubblico dedicato al PAD, adottato con delibera del Commissario Straordinario n. 41 del 31 marzo 2026, ha presentato osservazioni e richieste precise all’amministrazione comunale.
Partecipazione dopo l’adozione del Piano
Uno dei primi punti contestati riguarda il percorso partecipativo.
Secondo Mare Libero APS, l’articolo 8 del PUAD regionale prevede che il coinvolgimento dei cittadini accompagni le fasi precedenti all’adozione del Piano. Nel caso di Salerno, invece, il PAD sarebbe stato prima adottato e solo successivamente aperto al confronto pubblico.
L’associazione aveva già contestato questa impostazione con una diffida protocollata il 21 maggio 2026.
La richiesta di co-programmazione
Mare Libero chiede anche l’attivazione della co-programmazione prevista dall’articolo 55 del Codice del Terzo Settore.
Secondo l’associazione, quando si parla di beni collettivi come il demanio marittimo, il coinvolgimento del Terzo Settore non dovrebbe essere considerato una facoltà, ma un passaggio necessario per garantire trasparenza e tutela dell’interesse pubblico.
I dati sulle spiagge libere
Al centro delle osservazioni c’è anche il dato indicato dal Piano sulla superficie di spiaggia libera.
Il PAD dichiara 99.541 metri quadrati di arenile libero. Una cifra che, secondo Mare Libero APS, non corrisponderebbe alla situazione reale, perché basata su ipotesi progettuali e non su aree effettivamente balneabili e accessibili.
L’associazione evidenzia che, dividendo quella superficie per i 2.167 metri di fronte mare, si otterrebbe una profondità media di quasi 46 metri. Un dato ritenuto poco coerente se confrontato con la profondità media delle spiagge in concessione sullo stesso litorale, pari a circa 29,5 metri.
Aree non balneabili e ripascimenti non realizzati
Secondo Mare Libero, il dato complessivo risulterebbe sovrastimato per due ragioni principali.
Nel conteggio sarebbero incluse aree non balneabili, come le foci dei fiumi e la foce dell’Irno. Inoltre verrebbero considerate superfici derivanti da interventi di ripascimento ancora non realizzati e senza tempi certi.
Tra i casi segnalati figura l’area ZD019, al confine con Pontecagnano, indicata come spiaggia libera ma descritta dall’associazione come inaccessibile, chiusa da una barriera di rocce e ridotta a pochi metri di battigia.
La richiesta: ricalcolare le spiagge libere
Per questo Mare Libero APS chiede al Comune di rivedere i conteggi.
La richiesta è di calcolare la spiaggia libera solo sulle aree realmente balneabili, raggiungibili e fruibili, con dati verificabili tratto per tratto e misurazioni fondate sulla situazione attuale.
Il nodo Pastena e il progetto del porticciolo
L’associazione punta l’attenzione anche sull’area di Pastena.
Secondo Mare Libero, il progetto del cosiddetto porticciolo comporterebbe l’eliminazione delle spiagge libere ZD010 e ZD011, oltre all’introduzione di nuove zone di divieto di balneazione e a interferenze con la concessione del Lido Caravella.
L’associazione si schiera al fianco del Comitato Salviamo il Porticciolo e di Italia Nostra, chiedendo che il Piano non consideri come acquisita un’opera ritenuta penalizzante per la fruizione pubblica del mare.
Concessioni balneari e quadro europeo
Altro punto critico riguarda le concessioni.
Mare Libero contesta l’assenza, nel PAD, di un richiamo esplicito alla direttiva europea 2006/123, nota come Bolkestein, e alla necessità di prevedere gare pubbliche alla scadenza delle concessioni.
L’associazione chiede anche l’inserimento di una clausola di disapplicazione delle proroghe automatiche, richiamando gli orientamenti della giurisprudenza amministrativa sul contrasto tra proroghe generalizzate e diritto europeo.
Le richieste di Mare Libero APS
Tra le richieste avanzate dall’associazione figurano l’attivazione della partecipazione preventiva e della co-programmazione con il Terzo Settore prima dell’approvazione definitiva del Piano.
Mare Libero chiede inoltre il ricalcolo delle superfici di spiaggia libera, la tutela della spiaggia di via Ligea, la salvaguardia delle spiagge libere di Pastena e l’inserimento nel PAD del quadro europeo sulle concessioni.
L’associazione propone anche che le spiagge libere attrezzate siano gestite, dove possibile, direttamente dall’ente pubblico, così da garantire una gestione trasparente del bene demaniale e favorire ricadute lavorative sul territorio.

