Emergono segnali di cambiamento nella distribuzione delle competenze scolastiche in Italia, con effetti che riguardano direttamente anche il territorio salernitano come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Un nuovo rapporto elaborato congiuntamente dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e dall’Invalsi evidenzia una trasformazione nella mappa nazionale dell’apprendimento: alcune aree del Centro-Nord registrano un arretramento nella fascia più alta delle performance, mentre diverse province della Campania mostrano un andamento opposto, con un incremento degli studenti che raggiungono i livelli più elevati nelle prove standardizzate.
Nel secondo ciclo di istruzione, ovvero nella fase conclusiva del percorso delle scuole superiori, la provincia di Salerno registra un miglioramento misurabile. La percentuale di studenti collocati nei livelli più alti delle prove passa dal 4,90% al 5,28%. In termini assoluti significa che gli studenti con risultati eccellenti salgono a 264, rispetto ai 245 rilevati tre anni prima. Si tratta di un incremento limitato dal punto di vista numerico, ma significativo se osservato nel quadro nazionale, dove molte province storicamente performanti evidenziano invece una contrazione.
Il confronto con alcune grandi realtà del Centro-Nord mette in evidenza questo cambiamento. A Milano la quota di eccellenze nel secondo ciclo scende dal 21,41% al 18,42%, con una riduzione di quasi tre punti percentuali. Calo ancora più marcato a Bologna, dove si passa dal 22,69% al 18,25%. Diminuzioni analoghe si registrano anche a Brescia, che perde oltre quattro punti percentuali, e a Bergamo, dove la percentuale scende dal 23,76% al 21,56%. Flessioni sono state rilevate anche in altre città come Torino, Firenze e Venezia, mentre Verona riesce soltanto a limitare la riduzione.
In Campania il quadro appare differente. Diverse province mostrano infatti un trend di crescita nelle fasce più alte di apprendimento. Caserta passa dal 4,89% al 6,66% di studenti eccellenti, Benevento dall’8,01% al 9,27%, Avellino dall’8,48% all’8,99% e Napoli dal 4,73% al 5,20%. All’interno di questa dinamica positiva si colloca anche la provincia di Salerno, che consolida il miglioramento proprio nella fase finale del percorso scolastico.
Il dato si inserisce in un contesto caratterizzato da numerosi interventi di potenziamento del sistema educativo. Negli ultimi anni il territorio campano ha beneficiato di investimenti legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza, con l’apertura di nuovi laboratori didattici, programmi specifici di riduzione dei divari formativi e iniziative di orientamento rivolte agli studenti. Tra le misure attivate figurano anche i progetti collegati ad Agenda Sud e il rafforzamento dei percorsi tecnico-professionali.
Nel corso di una recente visita istituzionale a Giungano, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha richiamato proprio i risultati emersi dalle rilevazioni più recenti, sottolineando come nel 2025 gli alunni campani di seconda elementare abbiano ottenuto il primo posto nazionale nelle prove di italiano.
Il rapporto Ministero-Invalsi evidenzia comunque che il divario con molte realtà del Nord resta ancora consistente: in diverse province settentrionali la percentuale di eccellenze supera stabilmente il 20%. Tuttavia, l’analisi segnala un cambiamento nella dinamica generale. Se in passato il confronto fotografava un distacco in costante crescita, oggi i dati mostrano un quadro più articolato: mentre alcune aree del Nord stanno attraversando una fase di assestamento rispetto ai livelli precedenti alla pandemia, diverse province del Mezzogiorno manifestano segnali di recupero.
Per il territorio salernitano il dato assume dunque un valore indicativo: aumenta il numero di studenti che raggiungono risultati di alto livello e si rafforza la qualità delle competenze al termine del percorso scolastico superiore. Non si tratta ancora di un allineamento con le province più performanti del Paese, ma il trend evidenzia un’inversione di tendenza rispetto al passato e una progressiva riduzione della distanza nelle fasce di eccellenza.
Un nuovo rapporto elaborato congiuntamente dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e dall’Invalsi evidenzia una trasformazione nella mappa nazionale dell’apprendimento: alcune aree del Centro-Nord registrano un arretramento nella fascia più alta delle performance, mentre diverse province della Campania mostrano un andamento opposto, con un incremento degli studenti che raggiungono i livelli più elevati nelle prove standardizzate.
Scuola, la svolta nelle competenze: Salerno cresce
L’analisi prende in esame il confronto tra gli anni scolastici 2021-2022 e 2024-2025 e si concentra in particolare sulla quota di studenti classificati nei livelli di apprendimento più avanzati, definiti nel dossier come “eccellenze”. Si tratta della fascia di studenti che, nei test nazionali, dimostra competenze particolarmente solide nelle principali aree di valutazione.Nel secondo ciclo di istruzione, ovvero nella fase conclusiva del percorso delle scuole superiori, la provincia di Salerno registra un miglioramento misurabile. La percentuale di studenti collocati nei livelli più alti delle prove passa dal 4,90% al 5,28%. In termini assoluti significa che gli studenti con risultati eccellenti salgono a 264, rispetto ai 245 rilevati tre anni prima. Si tratta di un incremento limitato dal punto di vista numerico, ma significativo se osservato nel quadro nazionale, dove molte province storicamente performanti evidenziano invece una contrazione.
Il confronto con alcune grandi realtà del Centro-Nord mette in evidenza questo cambiamento. A Milano la quota di eccellenze nel secondo ciclo scende dal 21,41% al 18,42%, con una riduzione di quasi tre punti percentuali. Calo ancora più marcato a Bologna, dove si passa dal 22,69% al 18,25%. Diminuzioni analoghe si registrano anche a Brescia, che perde oltre quattro punti percentuali, e a Bergamo, dove la percentuale scende dal 23,76% al 21,56%. Flessioni sono state rilevate anche in altre città come Torino, Firenze e Venezia, mentre Verona riesce soltanto a limitare la riduzione.
In Campania il quadro appare differente. Diverse province mostrano infatti un trend di crescita nelle fasce più alte di apprendimento. Caserta passa dal 4,89% al 6,66% di studenti eccellenti, Benevento dall’8,01% al 9,27%, Avellino dall’8,48% all’8,99% e Napoli dal 4,73% al 5,20%. All’interno di questa dinamica positiva si colloca anche la provincia di Salerno, che consolida il miglioramento proprio nella fase finale del percorso scolastico.
Il dato si inserisce in un contesto caratterizzato da numerosi interventi di potenziamento del sistema educativo. Negli ultimi anni il territorio campano ha beneficiato di investimenti legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza, con l’apertura di nuovi laboratori didattici, programmi specifici di riduzione dei divari formativi e iniziative di orientamento rivolte agli studenti. Tra le misure attivate figurano anche i progetti collegati ad Agenda Sud e il rafforzamento dei percorsi tecnico-professionali.
Nel corso di una recente visita istituzionale a Giungano, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha richiamato proprio i risultati emersi dalle rilevazioni più recenti, sottolineando come nel 2025 gli alunni campani di seconda elementare abbiano ottenuto il primo posto nazionale nelle prove di italiano.
Il rapporto Ministero-Invalsi evidenzia comunque che il divario con molte realtà del Nord resta ancora consistente: in diverse province settentrionali la percentuale di eccellenze supera stabilmente il 20%. Tuttavia, l’analisi segnala un cambiamento nella dinamica generale. Se in passato il confronto fotografava un distacco in costante crescita, oggi i dati mostrano un quadro più articolato: mentre alcune aree del Nord stanno attraversando una fase di assestamento rispetto ai livelli precedenti alla pandemia, diverse province del Mezzogiorno manifestano segnali di recupero.
Per il territorio salernitano il dato assume dunque un valore indicativo: aumenta il numero di studenti che raggiungono risultati di alto livello e si rafforza la qualità delle competenze al termine del percorso scolastico superiore. Non si tratta ancora di un allineamento con le province più performanti del Paese, ma il trend evidenzia un’inversione di tendenza rispetto al passato e una progressiva riduzione della distanza nelle fasce di eccellenza.

