A Scafati si chiude un’era di divisioni con il ritorno a un’unica coalizione tra Forza Italia e Fratelli d'Italia. Il sindaco Pasquale Aliberti ha sancito ufficialmente la ricomposizione del blocco amministrativo, parlando di una scelta dettata dalla maturità politica e dalla volontà di allineare il governo locale agli equilibri nazionali.
Il primo cittadino ha tenuto a precisare che l'operazione non è figlia di necessità numeriche in consiglio, ma di un progetto politico di ampio respiro che mira ad aprirsi anche alle realtà civiche del territorio come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Nonostante il dissenso di una parte della base, Aliberti procede spedito verso quella che definisce una "coabitazione costruttiva", convinto che la ritrovata solidità con il partito della Meloni possa garantire maggiore stabilità all'azione di governo. Resta da capire come la nuova squadra saprà assorbire le scosse di un riposizionamento che, se da un lato unifica i simboli, dall'altro sembra aver aperto una ferita profonda tra le diverse anime che compongono l'area conservatrice scafatese.
Il primo cittadino ha tenuto a precisare che l'operazione non è figlia di necessità numeriche in consiglio, ma di un progetto politico di ampio respiro che mira ad aprirsi anche alle realtà civiche del territorio come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Scafati, il centrodestra si ritrova dopo 13 anni
Tuttavia, il clima di festa per l'unità ritrovata è guastato da feroci tensioni interne alla destra. Il rimpasto imminente, che dovrebbe vedere l'ingresso in giunta di Alfonso Di Massa e Teresa Cirillo, ha scatenato la reazione dei fedelissimi dell'ex sindaco Cristoforo Salvati. Voci critiche all'interno del partito, come quella di Alessandro Arpaia, hanno definito l'intesa come una delle pagine più buie della politica locale, mentre dal comitato "Futuro Nazionale Scafati" arrivano attacchi frontali che invocano l'uscita definitiva di Salvati da Fratelli d'Italia per coerenza verso gli elettori.Nonostante il dissenso di una parte della base, Aliberti procede spedito verso quella che definisce una "coabitazione costruttiva", convinto che la ritrovata solidità con il partito della Meloni possa garantire maggiore stabilità all'azione di governo. Resta da capire come la nuova squadra saprà assorbire le scosse di un riposizionamento che, se da un lato unifica i simboli, dall'altro sembra aver aperto una ferita profonda tra le diverse anime che compongono l'area conservatrice scafatese.

