La Corte di Cassazion ha messo un punto fermo sulla drammatica esecuzione avvenuta a Scafati il 26 aprile 2015 in piazza Falcone e Borsellino. Per Carmine Alfano la condanna al carcere a vita diventa definitiva, sebbene i giudici abbiano deciso di escludere l'aggravante del metodo mafioso come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Discorso diverso invece per Marcello Adini, la cui condanna è stata annullata: per lui si dovrà celebrare un nuovo processo davanti alla Corte d'Appello di Napoli per rivalutare le responsabilità nel delitto.
Le testimonianze dei collaboratori di giustizia e i rilievi tecnici sugli spostamenti dei killer avevano permesso di individuare i responsabili e ritrovare lo scooter della fuga, che era stato modificato e poi gettato nel Rio Sguazzatoio per far perdere le tracce.
L'inchiesta aveva inizialmente inquadrato l'omicidio come un segnale punitivo nel panorama criminale di Scafati. Nonostante la Cassazione abbia ora ridimensionato la natura mafiosa dell'aggressione, resta la conferma della pena massima per Alfano, ritenuto l'esecutore di una sentenza di morte emessa per una cifra irrisoria. Il nuovo dibattimento per Adini servirà a chiarire se anche il secondo uomo coinvolto debba andare incontro allo stesso destino giudiziario.
Discorso diverso invece per Marcello Adini, la cui condanna è stata annullata: per lui si dovrà celebrare un nuovo processo davanti alla Corte d'Appello di Napoli per rivalutare le responsabilità nel delitto.
Delitto Faucitano, confermato l'ergastolo per Carmine Alfano
La ricostruzione dell'omicidio dipinge un quadro di rara ferocia urbana. Armando Faucitano fu sorpreso mentre sedeva su una panchina e investito da una raffica di tredici proiettili calibro 9. Un agguato spietato motivato, secondo le indagini della Dda, da un debito di soli 700 euro per una partita di droga non pagata.Le testimonianze dei collaboratori di giustizia e i rilievi tecnici sugli spostamenti dei killer avevano permesso di individuare i responsabili e ritrovare lo scooter della fuga, che era stato modificato e poi gettato nel Rio Sguazzatoio per far perdere le tracce.
L'inchiesta aveva inizialmente inquadrato l'omicidio come un segnale punitivo nel panorama criminale di Scafati. Nonostante la Cassazione abbia ora ridimensionato la natura mafiosa dell'aggressione, resta la conferma della pena massima per Alfano, ritenuto l'esecutore di una sentenza di morte emessa per una cifra irrisoria. Il nuovo dibattimento per Adini servirà a chiarire se anche il secondo uomo coinvolto debba andare incontro allo stesso destino giudiziario.

