La famiglia chiede una sola cosa: «Giustizia». Giuseppe D’Auria, 24 anni, originario di Scafati, è morto nella notte tra il 30 e il 31 luglio al Cardarelli di Napoli, dove era stato trasferito dopo un incidente stradale e il successivo aggravarsi delle sue condizioni. La Procura di Torre Annunziata sta cercando di chiarire se il decesso sia legato non soltanto alle conseguenze dello schianto, ma anche a una possibile infezione sviluppatasi durante la degenza in ospedale. Lo riporta l'edizione odierna de Il Mattino.
Scafati, Giuseppe D’Auria morto a 24 anni dopo un incidente: si indaga su presunta infezione
Il giorno dell’incidente Giuseppe stava rientrando dal mercato ortofrutticolo dove lavorava. Era uscito alle 4 del mattino e stava tornando a casa per pranzo, prima di rientrare nuovamente al lavoro. Durante il tragitto il suo scooter è rimasto coinvolto in un incidente con un’automobile.
Nell’impatto il 24enne avrebbe riportato una frattura al femore e una ferita alla coscia, provocata anche dal contatto con un palo di ferro. Il giovane è stato inizialmente trasportato al San Leonardo di Castellammare di Stabia.
L’inchiesta sulla possibile infezione
Secondo l’ipotesi al vaglio della Procura di Torre Annunziata, a determinare la morte potrebbe essere stata una grave infezione successivamente degenerata in setticemia. Uno degli aspetti su cui si concentrano gli accertamenti riguarda la presunta mancata somministrazione dell’antitetanica durante il primo accesso ospedaliero. Si tratta di un’ipotesi investigativa che dovrà essere verificata attraverso gli accertamenti medico-legali e la documentazione sanitaria acquisita dagli inquirenti.
Il peggioramento e il trasferimento all’Ospedale del Mare
Dopo l'incidente stradale Giuseppe è stato trasferito all’Ospedale del Mare, dove sarebbe stata evidenziata una frattura da scoppio della parte superiore del femore associata a una condizione gangrenosa della ferita precedentemente suturata. Le sue condizioni sarebbero progressivamente peggiorate.
Il giovane, che soffriva molto per le conseguenze della frattura, era stato posto in coma farmacologico. Non ci sarebbe stato il tempo necessario per procedere con un intervento chirurgico prima del rapido aggravamento del quadro clinico.
La morte al Cardarelli di Napoli
Nel tentativo di intervenire sulla situazione, Giuseppe è stato trasferito al Cardarelli di Napoli per sottoporsi a terapia iperbarica. Secondo quanto riferito dall’ospedale, però, sarebbe arrivato già in condizioni estremamente precarie. Il 24enne è morto nella notte tra il 30 e il 31 luglio.
Il caso è finito rapidamente al centro di un’inchiesta giudiziaria. Il 6 agosto la Procura ha interrotto la prima autopsia per procedere con l’iscrizione nel registro degli indagati di sedici medici appartenenti a tre diversi ospedali.
Successivamente il numero delle persone coinvolte negli accertamenti è salito a 17, comprendendo anche la donna che si trovava alla guida dell’automobile coinvolta nell’incidente. La seconda autopsia è stata effettuata il 13 agosto.
Le indagini sul palo di ferro
Un altro elemento sul quale potrebbero concentrarsi gli accertamenti è il palo di ferro che avrebbe lacerato la gamba di Giuseppe. L’avvocato Raffaele Attanasio, che rappresenta i genitori del ragazzo, ha definito la vicenda «particolarmente delicata».
Se gli approfondimenti dovessero confermare una relazione tra la ferita, l’infezione e il successivo decesso, gli investigatori potrebbero essere chiamati a verificare anche perché quel palo si trovasse in quelle condizioni e se vi siano eventuali responsabilità connesse alla sua presenza.
Acquisite cartelle cliniche e immagini delle telecamere
Il fascicolo seguito dal sostituto procuratore Giuliana Moccia contiene gli accertamenti effettuati dai Carabinieri, le immagini delle telecamere di videosorveglianza e la documentazione clinica relativa ai diversi ricoveri. Saranno soprattutto le consulenze medico-legali a dover ricostruire l’evoluzione delle condizioni del 24enne e chiarire se vi siano state eventuali condotte sanitarie rilevanti ai fini del decesso.
I funerali a Ferragosto, vietata per ora la cremazione
I funerali di Giuseppe si sono svolti nel giorno di Ferragosto. La famiglia avrebbe voluto procedere alla cremazione, ma un provvedimento dell’autorità giudiziaria al momento lo impedisce. La decisione è legata alla possibilità che l’inchiesta richieda ulteriori accertamenti sul corpo del giovane. Per i familiari resta adesso l’attesa delle risposte dell’indagine e della relazione dei consulenti incaricati dalla Procura.

