Il caso del ripascimento del litorale salernitano tra i quartieri di Torrione e Pastena si arricchisce di un nuovo capitolo, ma la situazione resta di profondo stallo. Il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, è tornato a fare il punto sul blocco dei lavori, fermi da mesi a causa di un'inchiesta giudiziaria incentrata sull'utilizzo di materiali non idonei e difformi rispetto al capitolato di gara da parte della ditta appaltatrice.
Per evitare che i residenti restino privati della spiaggia nel periodo di massimo afflusso, De Luca ha prospettato una soluzione d'emergenza che consenta l'accesso parziale all'area. L'idea dell'amministrazione comunale è quella di recintare e circoscrivere il cantiere incriminato, mettendolo in sicurezza dal punto di vista strutturale, per poi aprire un varco protetto che permetta alle famiglie di raggiungere il mare e usufruire della spiaggia.
L'operazione, pur caldeggiata dal sindaco che ha escluso la presenza di pericoli o criticità sul fronte sanitario, resta subordinata a una pesante incognita giudiziaria. Il piano di salvataggio della stagione estiva potrà infatti scattare solo a condizione che l'Autorità Giudiziaria non decida di apporre i sigilli di sequestro sull'intera area di cantiere, un'ipotesi che bloccherebbe sul nascere ogni tentativo del Comune di mediare tra le esigenze dei bagnanti e i tempi del contenzioso legale, il cui esito e le successive sanzioni alla ditta verranno ridiscussi solo a partire dal mese di settembre.
Salerno, ripascimento fermo: De Luca propone un varco per salvare la stagione
A margine di una conferenza stampa a Palazzo di Città, il primo cittadino non ha nascosto il forte rammarico per i ritardi accumulati, sottolineando che il problema avrebbe dovuto trovare una risoluzione definitiva già nel novembre dello scorso anno. La situazione attuale viene definita maledettamente complicata: con l'inizio della stagione balneare, infatti, l'ordinanza della Capitaneria di Porto vieta tassativamente l'esecuzione di qualsiasi cantiere invasivo sul litorale, impedendo di fatto la rimozione dei materiali contestati e il successivo ripristino dell'arenile con sabbia adeguata prima del prossimo autunno.Per evitare che i residenti restino privati della spiaggia nel periodo di massimo afflusso, De Luca ha prospettato una soluzione d'emergenza che consenta l'accesso parziale all'area. L'idea dell'amministrazione comunale è quella di recintare e circoscrivere il cantiere incriminato, mettendolo in sicurezza dal punto di vista strutturale, per poi aprire un varco protetto che permetta alle famiglie di raggiungere il mare e usufruire della spiaggia.
L'operazione, pur caldeggiata dal sindaco che ha escluso la presenza di pericoli o criticità sul fronte sanitario, resta subordinata a una pesante incognita giudiziaria. Il piano di salvataggio della stagione estiva potrà infatti scattare solo a condizione che l'Autorità Giudiziaria non decida di apporre i sigilli di sequestro sull'intera area di cantiere, un'ipotesi che bloccherebbe sul nascere ogni tentativo del Comune di mediare tra le esigenze dei bagnanti e i tempi del contenzioso legale, il cui esito e le successive sanzioni alla ditta verranno ridiscussi solo a partire dal mese di settembre.

