Prosegue lo scontro sui lavori di ripascimento del litorale di Salerno, in particolare nell’area di Torrione. Dopo le contestazioni emerse nei giorni scorsi, interviene il Consorzio Stabile Infratech, che respinge le accuse e rivendica la correttezza del proprio operato.
In una nota dai toni duri, l’impresa parla di una campagna di disinformazione riguardante il blocco dei lavori e sostiene che il materiale utilizzato sull’arenile sarebbe stato preventivamente verificato e autorizzato dal Comune di Salerno attraverso la Direzione dei Lavori.
La replica del Consorzio Infratech
Il Consorzio afferma di voler “ristabilire la verità dei fatti” a tutela della propria immagine e per garantire una corretta informazione ai cittadini.
Secondo Infratech, le ricostruzioni circolate avrebbero attribuito all’impresa responsabilità non corrispondenti alla realtà dei fatti, soprattutto in relazione alla presunta difformità della sabbia utilizzata per il ripascimento.
Il progetto iniziale con sabbie marine
Nella nota, il Consorzio ricorda che l’offerta tecnica presentata in fase di gara prevedeva l’utilizzo di sabbie marine prelevate dall’area antistante il vicino porto di Marina d’Arechi.
Una soluzione definita dall’impresa “ottimale e naturale”, che però, in fase esecutiva, non sarebbe stata assentita dall’Amministrazione.
Per questo motivo, spiega Infratech, l’impresa sarebbe stata costretta a ricorrere a materiali provenienti da cave terrestri.
“Nessun materiale usato all’insaputa dell’Ente”
Il punto centrale della replica riguarda la qualità e l’autorizzazione del materiale sabbioso.
Il Consorzio respinge con fermezza l’accusa di aver utilizzato materiali difformi senza il via libera del Comune.
Secondo quanto dichiarato dall’impresa, tutta la sabbia presente sull’arenile sarebbe stata prima campionata sui cumuli, poi analizzata in laboratorio e infine formalmente autorizzata alla posa in opera dalla Direzione dei Lavori del Comune di Salerno.
“In spiaggia solo sabbia avallata dall’Amministrazione”
Infratech sostiene che nessun materiale sarebbe stato portato in spiaggia senza un preventivo avallo dell’Amministrazione comunale.
“Non è entrato un solo granello di sabbia che non fosse stato prima avallato dall’Ente”, è il senso della posizione espressa dal Consorzio nella nota.
Una precisazione con cui l’impresa punta a ribaltare la narrazione sulle responsabilità del blocco dei lavori.
Contestazioni giudicate tardive
Il Consorzio contesta anche le verifiche effettuate successivamente sulla sabbia già posata sull’arenile.
Secondo Infratech, le attuali contestazioni sarebbero arrivate a distanza di mesi e si baserebbero su campionamenti eseguiti direttamente in spiaggia, oltre che su normative di laboratorio ritenute errate dall’impresa.
Per il Consorzio, si tratterebbe di un tentativo di attribuire all’appaltatore ritardi e criticità che sarebbero invece riconducibili alla Stazione Appaltante.
“Non accettiamo il ruolo di capro espiatorio”
La nota si chiude con una presa di posizione netta.
Il Consorzio Infratech dichiara di non voler essere considerato il capro espiatorio della vicenda e annuncia che continuerà a difendere la correttezza del proprio operato in tutte le sedi competenti.
La polemica sul ripascimento di Torrione, dunque, resta aperta e si sposta ora su un terreno sempre più tecnico e amministrativo.

