La decisione sulla legislazione relativa al riconoscimento facciale è stata posticipata dalla commissione Affari europei della Camera. Il decreto in questione è ora in fase di revisione da parte delle commissioni competenti.
Giulio Terzi di Sant’Agata, presidente della Commissione Politiche Ue del Senato, difende il decreto sottolineando l'equilibrio normativo di fronte alle sfide della sicurezza, pur garantendo la tutela delle libertà fondamentali dei cittadini.
Il Garante della Privacy ha dato il suo consenso, ma con richieste di modifiche per rafforzare le garanzie sulla supervisione umana e la qualità delle banche dati biometriche. L'autorità sottolinea che un trattamento generalizzato dei dati biometrici non è conforme all'AI Act, che consente il riconoscimento facciale post-evento solo per ricerche mirate.
Le opposizioni criticano fortemente il testo. Debora Serracchiani del Partito Democratico chiede modifiche alle disposizioni, mentre Marianna Madia richiede un adeguamento alla normativa europea. Angelo Bonelli esprime preoccupazioni per le libertà fondamentali e Riccardo Magi critica il rischio di deriva verso una sorveglianza eccessiva.
Riconoscimento facciale, la commissione Affari europei della Camera ha rinviato la decisione sul decreto
La proposta prevede l'uso di sistemi di videosorveglianza basati sull'intelligenza artificiale per l'identificazione di persone sospettate, ma solo in seguito alla commissione di un reato. Le registrazioni possono essere conservate per un massimo di sette giorni, mentre i registri informatici immutabili saranno archiviati per cinque anni. Inoltre, il testo disciplina l'impiego dell'identificazione biometrica remota in casi gravi come il terrorismo o la ricerca di persone scomparse, richiedendo l'autorizzazione dell'autorità giudiziaria e il rispetto dei principi dell'AI Act europeo.Giulio Terzi di Sant’Agata, presidente della Commissione Politiche Ue del Senato, difende il decreto sottolineando l'equilibrio normativo di fronte alle sfide della sicurezza, pur garantendo la tutela delle libertà fondamentali dei cittadini.
Il Garante della Privacy ha dato il suo consenso, ma con richieste di modifiche per rafforzare le garanzie sulla supervisione umana e la qualità delle banche dati biometriche. L'autorità sottolinea che un trattamento generalizzato dei dati biometrici non è conforme all'AI Act, che consente il riconoscimento facciale post-evento solo per ricerche mirate.
Le opposizioni criticano fortemente il testo. Debora Serracchiani del Partito Democratico chiede modifiche alle disposizioni, mentre Marianna Madia richiede un adeguamento alla normativa europea. Angelo Bonelli esprime preoccupazioni per le libertà fondamentali e Riccardo Magi critica il rischio di deriva verso una sorveglianza eccessiva.

