Imprenditore vittima di usura a Salerno: il GIP respinge la richiesta di archiviazione e dispone nuove indagini per fare luce ed accertare la presunta condotta criminale dell'indagato. Lo riporta Stiletv.
La vicenda coinvolge un imprenditore operante nel settore calzaturiero che, in una fase di difficoltà aziendale, si era trovato intrappolato nell'usura dopo aver contratto un prestito. L’uomo è assistito dagli avvocati Antonio Picarella e Claudia Scafuro.
"Questo è un primo passo significativo – e tutt’altro che scontato – reso possibile grazie all’analisi scrupolosa degli atti d’indagine e alla determinazione del nostro team legale", ha dichiarato con soddisfazione Tommaso Battaglini, presidente dell’associazione antiracket.
"Rappresenta una spinta a proseguire con fiducia al fianco della vittima, una persona coraggiosa che ha trovato la forza di denunciare e chiedere supporto alla nostra organizzazione". L'inchiesta, ora oggetto di approfondimenti, evidenzia elementi che sembrano confermare l'avvenuto prestito di 20.000 euro, accompagnato dal pagamento di rate con tassi d’interesse usurari.
"Grazie ai nostri numerosi presidi operativi su scala nazionale, siamo in grado di rispondere alle richieste di aiuto che ci giungono", ha spiegato Battaglini. "In questo caso specifico, la segnalazione è partita da Napoli, dove operiamo anche attraverso un progetto sostenuto dalla Regione Campania, rivolto alle vittime di usura ed estorsione e a chi si trova in condizioni di sovraindebitamento. È fondamentale lanciare un messaggio chiaro e forte: la denuncia resta lo strumento più efficace per liberarsi dalla morsa della criminalità e proteggere il rispetto della legalità".
Imprenditore vittima di usura a Salerno: il GIP respinge la richiesta di archiviazione e dispone nuove indagini
Nonostante la richiesta di archiviazione presentata dal PM, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli ha deciso di respingerla, disponendo ulteriori e più approfondite indagini per fare luce sulla presunta condotta usuraia dell'indagato. Questa decisione è arrivata in accoglimento dell'istanza presentata dall'Ufficio Legale di SOS Antiracket Antiusura, coordinato dall’avvocato penalista Antonio Picarella. Ora si attende l’esito degli approfondimenti investigativi richiesti dal giudice.La vicenda coinvolge un imprenditore operante nel settore calzaturiero che, in una fase di difficoltà aziendale, si era trovato intrappolato nell'usura dopo aver contratto un prestito. L’uomo è assistito dagli avvocati Antonio Picarella e Claudia Scafuro.
"Questo è un primo passo significativo – e tutt’altro che scontato – reso possibile grazie all’analisi scrupolosa degli atti d’indagine e alla determinazione del nostro team legale", ha dichiarato con soddisfazione Tommaso Battaglini, presidente dell’associazione antiracket.
"Rappresenta una spinta a proseguire con fiducia al fianco della vittima, una persona coraggiosa che ha trovato la forza di denunciare e chiedere supporto alla nostra organizzazione". L'inchiesta, ora oggetto di approfondimenti, evidenzia elementi che sembrano confermare l'avvenuto prestito di 20.000 euro, accompagnato dal pagamento di rate con tassi d’interesse usurari.
"Grazie ai nostri numerosi presidi operativi su scala nazionale, siamo in grado di rispondere alle richieste di aiuto che ci giungono", ha spiegato Battaglini. "In questo caso specifico, la segnalazione è partita da Napoli, dove operiamo anche attraverso un progetto sostenuto dalla Regione Campania, rivolto alle vittime di usura ed estorsione e a chi si trova in condizioni di sovraindebitamento. È fondamentale lanciare un messaggio chiaro e forte: la denuncia resta lo strumento più efficace per liberarsi dalla morsa della criminalità e proteggere il rispetto della legalità".

