Il completamento del progetto di ampliamento del raccordo autostradale Salerno-Avellino torna con forza al centro del dibattito sulle infrastrutture strategiche della Campania. L'opera, ritenuta fondamentale per decongestionare la viabilità ed elevare gli standard di sicurezza, attende da tempo lo sblocco definitivo dei cantieri per modernizzare un'arteria che rappresenta uno dei principali cuori pulsanti della logistica del Mezzogiorno.
Il dirigente sindacale ha evidenziato come l'attuale infrastruttura, concepita per flussi di traffico decisamente inferiori rispetto a quelli odierni, non sia più in grado di reggere il peso quotidiano di migliaia di pendolari, mezzi pesanti e veicoli commerciali. Il raccordo svolge infatti una funzione di cerniera insostituibile, connettendo direttamente l'A2 Autostrada del Mediterraneo, l'A30 Caserta-Salerno e l'A16 Napoli-Canosa.
Le criticità strutturali della strada si traducono ogni giorno in pesanti rallentamenti, code e frequenti incidenti che penalizzano la qualità della vita dei cittadini e aumentano i costi logistici per le imprese manifatturiere della zona.
L'allargamento della carreggiata assume una valenza cruciale soprattutto per l'area della Valle dell'Irno. Si tratta di un comprensorio caratterizzato da un fitto tessuto di attività produttive e commerciali, ma soprattutto della presenza del campus dell'Università degli Studi di Salerno a Fisciano, meta quotidiana di decine di migliaia di studenti e docenti provenienti da tutte le province campane.
«Investire nelle infrastrutture significa investire nel futuro del territorio. Un collegamento più moderno ed efficiente favorirebbe lo sviluppo economico, migliorerebbe l’accessibilità ai servizi e renderebbe più sicuri gli spostamenti quotidiani di studenti, lavoratori e famiglie.»
Vicinanza ha infine espresso pieno plauso ai sindaci della Valle dell'Irno per il fronte comune istituzionale messo in atto in questi mesi, ribadendo che le comunità locali attendono quest'opera da oltre un ventennio e che non sono più tollerabili ulteriori rinvii burocratici sulla pelle dello sviluppo locale.
Raccordo Salerno-Avellino, la Cisal spinge per l'ampliamento
A sollecitare un cambio di passo immediato da parte di Anas, Ministero delle Infrastrutture e Regione Campania è Gigi Vicinanza, componente della segreteria nazionale della Cisal Metalmeccanici, che ha richiamato l'attenzione sulla centralità dell'opera per l'intera comunità regionale.Il dirigente sindacale ha evidenziato come l'attuale infrastruttura, concepita per flussi di traffico decisamente inferiori rispetto a quelli odierni, non sia più in grado di reggere il peso quotidiano di migliaia di pendolari, mezzi pesanti e veicoli commerciali. Il raccordo svolge infatti una funzione di cerniera insostituibile, connettendo direttamente l'A2 Autostrada del Mediterraneo, l'A30 Caserta-Salerno e l'A16 Napoli-Canosa.
Le criticità strutturali della strada si traducono ogni giorno in pesanti rallentamenti, code e frequenti incidenti che penalizzano la qualità della vita dei cittadini e aumentano i costi logistici per le imprese manifatturiere della zona.
L'allargamento della carreggiata assume una valenza cruciale soprattutto per l'area della Valle dell'Irno. Si tratta di un comprensorio caratterizzato da un fitto tessuto di attività produttive e commerciali, ma soprattutto della presenza del campus dell'Università degli Studi di Salerno a Fisciano, meta quotidiana di decine di migliaia di studenti e docenti provenienti da tutte le province campane.
«Investire nelle infrastrutture significa investire nel futuro del territorio. Un collegamento più moderno ed efficiente favorirebbe lo sviluppo economico, migliorerebbe l’accessibilità ai servizi e renderebbe più sicuri gli spostamenti quotidiani di studenti, lavoratori e famiglie.»
Vicinanza ha infine espresso pieno plauso ai sindaci della Valle dell'Irno per il fronte comune istituzionale messo in atto in questi mesi, ribadendo che le comunità locali attendono quest'opera da oltre un ventennio e che non sono più tollerabili ulteriori rinvii burocratici sulla pelle dello sviluppo locale.

