Segnali di rafforzamento per il pronto soccorso dell’ospedale di Cava de' Tirreni, dove si va verso il completamento dell’organico necessario a garantire la copertura dei turni, in particolare quelli notturni come riportato dal quotidiano Il Mattino.
Presso il presidio Santa Maria dell'Olmo, nei giorni scorsi hanno già preso servizio tre medici destinati alla prima emergenza. A questi si aggiungeranno altri due professionisti reclutati con incarichi a gettone, portando così a cinque il numero complessivo di rinforzi per il reparto. Un intervento che punta a stabilizzare l’organizzazione interna e a ridurre le criticità legate alla carenza di personale.
Il piano di rafforzamento è stato promosso dalla direzione generale dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona, guidata da Sergio Russo. L’iniziativa è stata accolta positivamente sia dalle organizzazioni sindacali sia dai comitati cittadini impegnati nella tutela del presidio ospedaliero.
Il sindacalista Gaetano Biondino ha sottolineato l’importanza degli interventi messi in campo, evidenziando l’attenzione rivolta alle criticità dell’organico e il contributo fornito per garantire continuità assistenziale ai cittadini. Sulla stessa linea i rappresentanti dei comitati a difesa dell’ospedale, che hanno interpretato l’arrivo dei nuovi medici come un segnale concreto dopo una lunga fase di difficoltà per il pronto soccorso.
Nel percorso che ha portato a questi risultati è stato evidenziato anche il ruolo istituzionale del sindaco Vincenzo Servalli, impegnato nel favorire il dialogo tra le parti coinvolte e nel sostenere le richieste del territorio.
Nonostante i passi avanti, l’attenzione resta alta su ulteriori obiettivi. I comitati cittadini hanno infatti annunciato che proseguirà la mobilitazione per l’attivazione di un ambulatorio di ginecologia e ostetricia, ritenuto un servizio essenziale per completare l’offerta sanitaria del presidio.
Il quadro che emerge è quello di una struttura in fase di rafforzamento, con interventi mirati a colmare le carenze più urgenti e a garantire maggiore stabilità operativa in un contesto, quello della sanità pubblica, segnato da diffuse difficoltà di organico.
Presso il presidio Santa Maria dell'Olmo, nei giorni scorsi hanno già preso servizio tre medici destinati alla prima emergenza. A questi si aggiungeranno altri due professionisti reclutati con incarichi a gettone, portando così a cinque il numero complessivo di rinforzi per il reparto. Un intervento che punta a stabilizzare l’organizzazione interna e a ridurre le criticità legate alla carenza di personale.
Pronto soccorso di Cava, arrivano rinforzi: cinque medici per coprire i turni
Le novità non si limitano all’area dell’emergenza-urgenza. È stato infatti avviato l’iter per un concorso dedicato ai medici di medicina interna, con l’obiettivo di potenziare ulteriormente la struttura ospedaliera. Parallelamente, è previsto anche l’arrivo di almeno tre cardiologi attraverso lo scorrimento di graduatorie già esistenti, misura che dovrebbe contribuire a rafforzare l’offerta sanitaria complessiva.Il piano di rafforzamento è stato promosso dalla direzione generale dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona, guidata da Sergio Russo. L’iniziativa è stata accolta positivamente sia dalle organizzazioni sindacali sia dai comitati cittadini impegnati nella tutela del presidio ospedaliero.
Il sindacalista Gaetano Biondino ha sottolineato l’importanza degli interventi messi in campo, evidenziando l’attenzione rivolta alle criticità dell’organico e il contributo fornito per garantire continuità assistenziale ai cittadini. Sulla stessa linea i rappresentanti dei comitati a difesa dell’ospedale, che hanno interpretato l’arrivo dei nuovi medici come un segnale concreto dopo una lunga fase di difficoltà per il pronto soccorso.
Nel percorso che ha portato a questi risultati è stato evidenziato anche il ruolo istituzionale del sindaco Vincenzo Servalli, impegnato nel favorire il dialogo tra le parti coinvolte e nel sostenere le richieste del territorio.
Nonostante i passi avanti, l’attenzione resta alta su ulteriori obiettivi. I comitati cittadini hanno infatti annunciato che proseguirà la mobilitazione per l’attivazione di un ambulatorio di ginecologia e ostetricia, ritenuto un servizio essenziale per completare l’offerta sanitaria del presidio.
Il quadro che emerge è quello di una struttura in fase di rafforzamento, con interventi mirati a colmare le carenze più urgenti e a garantire maggiore stabilità operativa in un contesto, quello della sanità pubblica, segnato da diffuse difficoltà di organico.

