Il presidio di Agropoli resterà collegato all’ospedale di Vallo della Lucania e sarà dotato di un Pronto Soccorso "di base": A chiarire l’impostazione scelta dalla Regione Campania è stato il presidente Roberto Fico, intervenuto a Sapri a margine del premio Terre del Bussento. Una soluzione che non soddisfa il Comitato civico Obiettivo Ospedale Agropoli, deciso a proseguire la mobilitazione per ottenere una struttura autonoma e pienamente inserita nella rete dell’emergenza. Lo riporta l'edizione odierna de Il Mattino.
Ospedale di Agropoli, Fico conferma un Pronto Soccorso di base: il Comitato respinge il progetto
Il presidente della Regione ha spiegato che l’Atto aziendale è stato integrato prevedendo per Agropoli l’attivazione di un Pronto Soccorso di base. «Ad Agropoli avremo un Pronto Soccorso base perché comunque l’ospedale fa sempre riferimento a quello di Vallo della Lucania, quindi sicuramente dovremo procedere così», ha dichiarato Fico.
Le parole del governatore arrivano dopo diversi confronti istituzionali sulla struttura, compreso l’incontro con Gisella Botticchio del Comitato “8 agosto”. L’indirizzo regionale, tuttavia, non prevede nel breve o medio periodo il ritorno del presidio al pieno funzionamento richiesto da una parte del territorio.
Come dovrebbe funzionare il servizio di emergenza
Il nuovo assetto dovrebbe consentire la gestione delle urgenze di gravità minore o moderata, attraverso accertamenti diagnostici di primo livello e le prime cure necessarie alla stabilizzazione dei pazienti.
Terminata la valutazione iniziale, i sanitari potranno decidere se dimettere la persona assistita oppure trasferirla all’ospedale di Vallo della Lucania o in un’altra struttura dotata delle specializzazioni necessarie. Agropoli non tornerebbe quindi a essere un presidio autonomo della rete emergenziale, ma opererebbe come struttura collegata all’ospedale vallese.
Il Comitato: «Non vogliamo un contentino»
La prospettiva indicata dalla Regione ha provocato la reazione del Comitato civico Obiettivo Ospedale Agropoli, che considera insufficiente un servizio limitato rispetto alle necessità del comprensorio.
Il movimento sottolinea il peso della domanda sanitaria nel Cilento, particolarmente elevata durante l’estate, quando la presenza di residenti e turisti aumenta sensibilmente. La presidente Lucia Grambone ha parlato di «rabbia e frustrazione per le continue scelte scellerate che penalizzano il territorio e tutti i cittadini del comprensorio. Agropoli deve avere il suo ospedale come lo prevedono le linee ministeriali, non vogliamo il contentino», ha aggiunto.
Il Comitato sollecita una modifica sostanziale della programmazione prima dell’approvazione definitiva da parte della Giunta regionale. Tra le richieste figurano la riscrittura dell’Atto aziendale e l’inserimento della riqualificazione del presidio nel nuovo Piano regionale.
L’obiettivo resta ottenere un ospedale autonomo, con reparti salvavita, posti letto dedicati e personale specializzato. I rappresentanti del movimento chiedono inoltre ai sindaci del comprensorio di costruire un’iniziativa comune sul piano istituzionale e legale.
Prosegue il presidio davanti all’ospedale
Il Comitato ha annunciato che continuerà la protesta pacifica avviata da circa due mesi davanti ai cancelli della struttura. La mobilitazione viene portata avanti richiamando l’articolo 32 della Costituzione e il diritto alla tutela della salute. Il confronto resta quindi aperto: da una parte la Regione conferma un Pronto Soccorso di base collegato a Vallo della Lucania, dall’altra il territorio continua a chiedere la riapertura di un ospedale pienamente operativo.

