Il dibattito nato attorno all’omicidio del giornalista Luca Esposito non può trasformarsi in una ricerca morbosa di particolari personali privi di conferme. È la posizione espressa da Arcigay Salerno, che interviene dopo la diffusione di indiscrezioni e commenti relativi al presunto orientamento sessuale della vittima. L’associazione invita a lasciare alla magistratura il compito di ricostruire quanto accaduto e chiede al mondo dell’informazione di tutelare la dignità del giornalista e dei suoi familiari.
Omicidio Esposito, Arcigay Salerno interviene dopo le speculazioni sulla vita privata di Luca
Arcigay Salerno esprime profondo cordoglio per la morte di Luca Esposito, il cui corpo è stato trovato nelle campagne di Eboli, e manifesta preoccupazione per il modo in cui alcuni aspetti della vicenda stanno entrando nel dibattito pubblico.
Secondo l’associazione, mentre le indagini sono ancora in corso, si starebbero diffondendo insinuazioni e ipotesi non accertate sulla sfera personale e sull’orientamento sessuale del giornalista. Una narrazione irrispettosa nei confronti della vittima e della sua famiglia, oltre che capace di alimentare stereotipi e pregiudizi estranei alla ricerca della verità sul delitto.
“In queste ore, - dichiara Emanuele Avagliano, Presidente di Arcigay Salerno - stiamo assistendo a un fenomeno gravissimo: anziché concentrarsi sulla ricerca della verità e sulle responsabilità di un omicidio efferato, si preferisce alimentare un processo mediatico sulla presunta vita privata della vittima. È un atteggiamento che respingiamo con forza, perché lesivo della dignità della persona e profondamente pericoloso sul piano culturale.”
“L’orientamento sessuale, reale o presunto, non rappresenta una notizia e non può essere utilizzato come elemento narrativo per spiegare un delitto. Ogni volta che ciò accade si finisce per rafforzare l’idea che l’identità di una persona possa diventare oggetto di sospetto, curiosità morbosa o addirittura motivo di colpevolizzazione. È un meccanismo che alimenta l’omofobia e che va contrastato con decisione.”
L’appello rivolto al mondo dell’informazione
Arcigay richiama giornalisti e operatori della comunicazione al rispetto delle regole deontologiche della professione. Per l’associazione, la tutela della persona deve restare prioritaria rispetto alle esigenze di spettacolarizzazione della cronaca. Eventuali elementi legati alla vita privata, soprattutto quando non confermati, non dovrebbero essere utilizzati per costruire ricostruzioni o interpretazioni prive di riscontri.
“Rivolgiamo un appello ai mezzi di informazione, ai commentatori e agli utenti dei social network: fermatevi. Lasciate lavorare gli investigatori e rispettate la memoria di una vittima che merita giustizia, non gossip. Le parole hanno un peso e possono ferire quanto i fatti. Una società democratica si misura anche dalla capacità di raccontare il dolore con responsabilità e senza cedere ai pregiudizi.” Il compito di accertare il movente, le responsabilità e le circostanze dell’omicidio, sottolinea Arcigay Salerno, appartiene esclusivamente alla magistratura e agli investigatori.
La vicinanza alla famiglia e ai colleghi
L’associazione ha infine espresso solidarietà ai familiari, agli amici e ai colleghi di Luca Esposito. La richiesta è che venga fatta piena luce sull’accaduto nel rispetto della verità, della dignità della vittima e dei valori di una società libera da discriminazioni.

