È prevista per la giornata di domani, lunedì 27 luglio, presso la casa circondariale di Salerno, l'udienza di convalida del fermo di Ridha Rahmouni (noto anche con l'alias Amed Jamal), il 26enne tunisino che ha confessato l'assassinio del giornalista 53enne Luigi "Luca" Esposito, consumatosi lo scorso 19 luglio in un fondo agricolo in località Cioffi a Eboli.
Ad incastrare l'aggressore, irregolare sul territorio nazionale e già destinatario di un provvedimento di allontanamento, sono stati i rilievi della Scientifica: un'impronta digitale lasciata sul cofano della vettura della vittima, oltre al rinvenimento di un cellulare, una carta prepagata e un anello in oro bianco appartenenti al cronista nel casolare-rifugio di proprietà dello stesso Esposito.
Resta al vaglio degli inquirenti il reale movente che ha scatenato la violenza brutale di Rahmouni, il quale ha percosso ferocemente il 53enne per poi appiccare le fiamme quando era ancora in vita.
L'ennesimo tassello di una vicenda che continua a scuotere la comunità locale, mentre la Magistratura si appresta a formalizzare i passaggi procedurali a carico del reo confesso.
Omicidio Esposito a Eboli, attesa per la convalida del fermo del 26enne tunisino
Le risultanze investigative descrivono un vertice concordato e non avvertito come minaccioso dalla vittima, apparso sereno nelle ore antecedenti al delitto. I contatti tra i due — avviati a fine giugno e intensificatisi tra il 18 e il 19 luglio — sono stati confermati dall'analisi dei tabulati e dai tracciamenti delle celle telefoniche.Ad incastrare l'aggressore, irregolare sul territorio nazionale e già destinatario di un provvedimento di allontanamento, sono stati i rilievi della Scientifica: un'impronta digitale lasciata sul cofano della vettura della vittima, oltre al rinvenimento di un cellulare, una carta prepagata e un anello in oro bianco appartenenti al cronista nel casolare-rifugio di proprietà dello stesso Esposito.
Resta al vaglio degli inquirenti il reale movente che ha scatenato la violenza brutale di Rahmouni, il quale ha percosso ferocemente il 53enne per poi appiccare le fiamme quando era ancora in vita.
L'ennesimo tassello di una vicenda che continua a scuotere la comunità locale, mentre la Magistratura si appresta a formalizzare i passaggi procedurali a carico del reo confesso.

