La consulenza tecnica disposta dalla Procura di Vallo della Lucania avrebbe individuato presunti profili di responsabilità nella gestione sanitaria di Noah Amyin Conti, il ragazzo di 19 anni morto lo scorso 30 gennaio all’ospedale “San Luca”. Il giovane, originario di Capaccio Paestum, era stato sottoposto a un delicato intervento neurochirurgico poche ore prima del decesso. Lo riporta l'edizione odierna de Il Mattino.
Noah Conti morto in ospedale a Vallo dopo un'operazione al cervello: la perizia indica possibili responsabilità mediche
La vicenda sanitaria era cominciata dopo la comparsa di un persistente disturbo a un occhio. Noah si era sottoposto a una visita specialistica e l’oculista, ritenendo necessari ulteriori approfondimenti, ne aveva disposto il ricovero presso l’ospedale “San Luca” di Vallo della Lucania.
Dopo circa 48 ore di degenza, il diciannovenne era stato dimesso con l’indicazione di tornare nel mese di gennaio per nuovi controlli. Le sue condizioni, però, si sarebbero aggravate rapidamente, rendendo necessario un nuovo ricovero d’urgenza.
L’intervento al cervello e il decesso
In seguito al peggioramento del quadro clinico, il giovane era stato trasferito nel reparto di Rianimazione. I sanitari avevano quindi deciso di sottoporlo a un delicato intervento chirurgico al cervello. Poche ore dopo l’operazione, tuttavia, le sue condizioni erano precipitate fino al decesso, avvenuto il 30 gennaio.
Due medici iscritti nel registro degli indagati
L’inchiesta è stata aperta dalla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania dopo la denuncia presentata dalla madre del ragazzo, Nastasia Conti. La donna aveva chiesto alla magistratura di verificare se tutte le procedure sanitarie fossero state eseguite correttamente e se la morte del figlio potesse essere evitata.
Nel procedimento risultano indagati due medici del reparto di Neurochirurgia. L’iscrizione nel registro degli indagati rappresenta un atto di garanzia e non equivale a un accertamento di responsabilità.
La consulenza tecnica depositata alla Procura
La relazione è stata redatta da un collegio composto dal medico legale Francesco Giovanni Lombardo, dal neurochirurgo Luigi Genovese e dall’anatomopatologo Pasquale Angrisani. Secondo quanto emergerebbe dagli accertamenti, sarebbero stati individuati elementi riconducibili a possibili profili di colpa professionale nella presa in carico e nella gestione clinica del diciannovenne. Spetterà ora ai magistrati esaminare le conclusioni dei consulenti e decidere se e come proseguire l’azione penale.
Il legale della famiglia: «Attendiamo le decisioni della magistratura»
Sulla consulenza è intervenuto l’avvocato Antonello Natale, legale della madre di Noah. «Abbiamo preso atto delle conclusioni dei consulenti nominati dalla Procura e attendiamo con fiducia le determinazioni dell’autorità giudiziaria», ha dichiarato. Il legale ha inoltre sottolineato che, qualora le responsabilità indicate dal collegio peritale dovessero trovare conferma in un eventuale processo, si sarebbe di fronte a un nuovo episodio di malasanità all’interno di una struttura pubblica.

