È morto a Roma il cardinale Camillo Ruini. Aveva 95 anni. A confermare la notizia è stato il portavoce della diocesi di Roma, padre Giulio Albanese. Da settimane le sue condizioni di salute erano critiche e l’alto prelato aveva scelto di restare nella propria abitazione, assistito da medici e infermieri.
Roma, morto il cardinale Camillo Ruini: aveva 95 anni
Con la scomparsa di Camillo Ruini se ne va una delle personalità più autorevoli della Chiesa cattolica italiana degli ultimi decenni. Nato a Sassuolo, in provincia di Modena, il 19 febbraio 1931, Ruini aveva compiuto 95 anni pochi mesi fa. Teologo di formazione e uomo di governo ecclesiale, ha attraversato da protagonista una lunga stagione della vita religiosa e pubblica italiana. Il suo nome resta legato soprattutto agli anni del pontificato di Giovanni Paolo II, quando ebbe un ruolo centrale nella Conferenza episcopale italiana e nella diocesi di Roma.
Ruini fu creato cardinale da Giovanni Paolo II il 28 giugno 1991. Nello stesso periodo assunse incarichi di primissimo piano nella Chiesa italiana. È stato presidente della Conferenza episcopale italiana dal 1991 al 2007 e vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma fino al 2008. Fu anche arciprete della Basilica di San Giovanni in Laterano. Il suo lungo servizio ecclesiale lo rese una figura di riferimento nel rapporto tra Chiesa, società civile e politica italiana.
Una figura centrale tra fede, cultura e società
Negli anni Ottanta, Novanta e nei primi anni Duemila, Camillo Ruini contribuì in modo significativo a ridefinire la presenza pubblica dei cattolici in Italia. La sua azione fu caratterizzata da una forte attenzione ai temi culturali, etici e sociali. Per molti anni rappresentò una delle voci più ascoltate della Chiesa italiana, capace di incidere nel dibattito nazionale e nel confronto tra istituzioni religiose e società.
Le condizioni di salute negli ultimi mesi
Negli ultimi tempi le condizioni del cardinale si erano aggravate. Da maggio il quadro clinico era diventato particolarmente delicato. Ruini aveva scelto di non essere ricoverato e di restare nella propria casa, dove riceveva assistenza medica e infermieristica anche con il supporto dell’ossigeno.
"La sua guida pastorale dal 1991 al 2008 ha lasciato un segno profondo della sua intelligenza nell'interpretare la presenza dei cristiani nella città, unendovi la responsabilità di Presidente della Conferenza episcopale della Chiesa italiana. Acuto nel discernere le svolte politiche e sociali del Paese, ha considerato fondamentale guidare le transizioni culturali con la fierezza cattolica di essere depositari di un patrimonio di valori da non nascondere, ma da custodire e difendere, adempiendo il suo motto episcopale Veritas liberabit nos". Lo afferma la diocesi di Roma in una nota.

