La provincia di Salerno si posiziona al settimo posto in Italia per morti sul luogo di lavoro, risultando la prima in Campania. Nei primi sei mesi del 2026 sono stati registrati 13 vittime.
Nei primi sei mesi del 2026, sono stati registrati 13 incidenti mortali nel Salernitano. In rapporto al numero di occupati, l'indice di incidenza raggiunge quota 35,2 morti ogni milione di lavoratori, cifra più che doppia rispetto alla media nazionale di 14,5. Salerno si trova quindi al limite della cosiddetta "zona rossa", un'area dove il rischio di mortalità sul lavoro è particolarmente elevato.
Su scala nazionale, il rapporto aggiornato al 30 giugno 2026 riporta 482 vittime sul lavoro: 350 decedute sul posto di lavoro, 12 in meno rispetto allo stesso periodo del 2025, e 132 durante il tragitto, otto in meno rispetto all'anno precedente.
La Lombardia si segnala come la regione con il numero più alto di decessi avvenuti sul lavoro, con 53 vittime, seguita dal Veneto con 39 e dalla Campania con 33.
Un confronto all'interno della Campania evidenzia ulteriormente la situazione del Salernitano. Napoli, con 11 morti sul lavoro, è al 57esimo posto nazionale con un indice di incidenza di 12,5. Caserta, con sei vittime, è al 25esimo posto con un indice di 21,5. Seguono Avellino, con due decessi e un indice di 13,3, e Benevento, con una vittima e un indice di 11,5.
Questi numeri riportano al centro del dibattito la necessità di potenziare prevenzione, controlli e coordinamento tra gli enti. Il prefetto di Salerno Francesco Esposito ha già affrontato questo tema nelle scorse settimane, promuovendo un vertice dedicato alla gestione dei fenomeni distorsivi del lavoro: dallo sfruttamento al lavoro nero, fino alla sicurezza nei luoghi di lavoro.
L'obiettivo della Prefettura è istituire un tavolo permanente e un osservatorio in grado di mettere in rete le diverse istituzioni e definire una strategia comune. Un coordinamento considerato essenziale per evitare sovrapposizioni, rendere i controlli più efficaci e migliorare la capacità d'intervento sul territorio. Dietro quei 13 numeri ci sono altrettante vite spezzate e famiglie colpite da una tragedia che continua troppo spesso a ripetersi.
Morti sul luogo di lavoro, la provincia di Salerno si posiziona al settimo posto in Italia: 13 vittime in soli sei mesi
La provincia di Salerno si posiziona al settimo posto in Italia per l'incidenza degli infortuni mortali sul lavoro, risultando la prima in Campania. Questo dato solleva nuovamente l'attenzione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, con l'Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega che evidenzia una situazione particolarmente allarmante.Nei primi sei mesi del 2026, sono stati registrati 13 incidenti mortali nel Salernitano. In rapporto al numero di occupati, l'indice di incidenza raggiunge quota 35,2 morti ogni milione di lavoratori, cifra più che doppia rispetto alla media nazionale di 14,5. Salerno si trova quindi al limite della cosiddetta "zona rossa", un'area dove il rischio di mortalità sul lavoro è particolarmente elevato.
Su scala nazionale, il rapporto aggiornato al 30 giugno 2026 riporta 482 vittime sul lavoro: 350 decedute sul posto di lavoro, 12 in meno rispetto allo stesso periodo del 2025, e 132 durante il tragitto, otto in meno rispetto all'anno precedente.
La Lombardia si segnala come la regione con il numero più alto di decessi avvenuti sul lavoro, con 53 vittime, seguita dal Veneto con 39 e dalla Campania con 33.
Un confronto all'interno della Campania evidenzia ulteriormente la situazione del Salernitano. Napoli, con 11 morti sul lavoro, è al 57esimo posto nazionale con un indice di incidenza di 12,5. Caserta, con sei vittime, è al 25esimo posto con un indice di 21,5. Seguono Avellino, con due decessi e un indice di 13,3, e Benevento, con una vittima e un indice di 11,5.
Questi numeri riportano al centro del dibattito la necessità di potenziare prevenzione, controlli e coordinamento tra gli enti. Il prefetto di Salerno Francesco Esposito ha già affrontato questo tema nelle scorse settimane, promuovendo un vertice dedicato alla gestione dei fenomeni distorsivi del lavoro: dallo sfruttamento al lavoro nero, fino alla sicurezza nei luoghi di lavoro.
L'obiettivo della Prefettura è istituire un tavolo permanente e un osservatorio in grado di mettere in rete le diverse istituzioni e definire una strategia comune. Un coordinamento considerato essenziale per evitare sovrapposizioni, rendere i controlli più efficaci e migliorare la capacità d'intervento sul territorio. Dietro quei 13 numeri ci sono altrettante vite spezzate e famiglie colpite da una tragedia che continua troppo spesso a ripetersi.

