La Cassazione ha confermato la responsabilità del Comune di Padula per la morte di Rocco De Paola, avvenuta nel 2001 a seguito del cedimento della ringhiera del ponte Giuliano. L’ente dovrà versare alla famiglia un risarcimento che sfiora il milione di euro, mentre il Consorzio di Bonifica è stato ritenuto estraneo ai fatti come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Il Comune, difeso dagli avvocati Michele e Rocco Pinto e Francesco Alliegro, aveva presentato ricorso contestando la responsabilità e sostenendo che, secondo la normativa vigente in materia di opere idrauliche, la competenza dovesse essere attribuita al Consorzio di Bonifica. La Cassazione ha però respinto il ricorso, confermando l’obbligo del Comune di corrispondere il risarcimento.
La famiglia di De Paola è stata assistita dall’avvocato Camillo Celebrano, mentre il Consorzio di Bonifica era rappresentato dagli avvocati Felicia Russo e Giuseppe d’Alvano. La sentenza definitiva chiude così un lungo contenzioso iniziato più di 25 anni fa, riconoscendo alla famiglia un indennizzo per la perdita subita a causa della morte dell’uomo, conseguenza diretta della mancanza di manutenzione della ringhiera.
La decisione della Cassazione rappresenta un monito sull’importanza della manutenzione delle infrastrutture pubbliche e sulla responsabilità degli enti locali nella tutela della sicurezza dei cittadini, anche a distanza di molti anni dai fatti.
Morte sul ponte a Padula, Comune condannato a risarcire la famiglia
La vicenda risale al 19 aprile 2001, quando De Paola, appoggiandosi alla ringhiera di protezione del ponte, vide cedere la struttura a causa della vetustà e della ruggine accumulata. L’uomo precipitò nel fossato sottostante e, dopo un mese di agonia, morì il 23 maggio. La moglie e i figli avevano richiesto un risarcimento per danni patrimoniali e non patrimoniali, avviando un lungo iter giudiziario durato oltre vent’anni.Il Comune, difeso dagli avvocati Michele e Rocco Pinto e Francesco Alliegro, aveva presentato ricorso contestando la responsabilità e sostenendo che, secondo la normativa vigente in materia di opere idrauliche, la competenza dovesse essere attribuita al Consorzio di Bonifica. La Cassazione ha però respinto il ricorso, confermando l’obbligo del Comune di corrispondere il risarcimento.
La famiglia di De Paola è stata assistita dall’avvocato Camillo Celebrano, mentre il Consorzio di Bonifica era rappresentato dagli avvocati Felicia Russo e Giuseppe d’Alvano. La sentenza definitiva chiude così un lungo contenzioso iniziato più di 25 anni fa, riconoscendo alla famiglia un indennizzo per la perdita subita a causa della morte dell’uomo, conseguenza diretta della mancanza di manutenzione della ringhiera.
La decisione della Cassazione rappresenta un monito sull’importanza della manutenzione delle infrastrutture pubbliche e sulla responsabilità degli enti locali nella tutela della sicurezza dei cittadini, anche a distanza di molti anni dai fatti.

