Nuovo segnale positivo per la biodiversità lungo la costa cilentana. A Baia Arena, nel comune di Montecorice, è stato individuato un secondo nido di Caretta Caretta nell’ambito delle attività di monitoraggio previste dal progetto Turtlenest.
La scoperta conferma l’importanza di questo tratto di litorale per la riproduzione della tartaruga marina, specie protetta che negli ultimi anni sta tornando a nidificare con maggiore frequenza sulle spiagge del Cilento.
La scoperta del nido
A individuare il nido è stata Daniela Guariglia, referente locale del progetto, impegnata insieme ai volontari nel controllo quotidiano delle spiagge.
Le attività di pattugliamento servono a riconoscere le caratteristiche tracce lasciate dagli esemplari durante la risalita dall’acqua e la deposizione delle uova.
Dopo il ritrovamento, l’area è stata immediatamente delimitata e messa in sicurezza.
Monitoraggio fino alla schiusa
Il nido resterà sotto osservazione costante fino al momento della schiusa.
Come previsto dal protocollo, la segnalazione è stata trasmessa alla Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, che segue il monitoraggio scientifico delle nidificazioni.
L’obiettivo è garantire le migliori condizioni possibili per la nascita dei piccoli e proteggere l’area da eventuali rischi.
La preoccupazione per la pulizia meccanica
Alla soddisfazione per il nuovo nido si affianca però la preoccupazione per l’avvio della pulizia meccanica dell’arenile.
Daniela Guariglia ha segnalato sui social che, da venerdì 26 giugno, è iniziata l’attività di pulizia con mezzi meccanici a giorni alterni, destinata a proseguire fino alla fine della stagione estiva.
Secondo la volontaria, questa pratica potrebbe mettere a rischio l’individuazione di eventuali nuove nidificazioni.
“Le tracce delle tartarughe rischiano di essere cancellate”
Il problema principale riguarda le impronte lasciate dalle tartarughe sulla sabbia.
La pulizia meccanica, infatti, può cancellare le tracce di risalita e rendere impossibile riconoscere la presenza di un nido non ancora individuato.
Guariglia sottolinea inoltre che l’utilizzo dei mezzi meccanici, nel tempo, potrebbe incidere anche sul naturale profilo della spiaggia, favorendo processi di erosione e alterando gli equilibri dell’arenile.
Un tratto di costa da proteggere
La referente del progetto richiama l’attenzione sul valore ambientale di questo tratto di litorale.
Secondo quanto ricordato dalla volontaria, la zona è stata finora tutelata dall’eccessiva presenza di stabilimenti balneari, dall’illuminazione artificiale e dall’uso dei mezzi meccanici per la pulizia.
Proprio queste condizioni avrebbero contribuito a renderla un’area favorevole alla nidificazione.
I numeri della scorsa estate
La scorsa estate, in soli 600 metri di spiaggia, erano stati registrati 9 nidi di Caretta Caretta.
Un dato significativo, che rende Baia Arena e il litorale di Montecorice un modello di tutela da preservare e valorizzare.
L’appello alla responsabilità
Guariglia invita a riflettere sulle scelte di gestione della spiaggia, evidenziando come la tutela della natura debba prevalere su abitudini e richieste che rischiano di compromettere un equilibrio prezioso.
Il secondo nido scoperto a Montecorice rappresenta una buona notizia per l’ambiente, ma anche un richiamo alla necessità di proteggere con maggiore attenzione le aree di nidificazione.

