A Montecorice proseguono le indagini sul drammatico incidente avvenuto lo scorso 13 marzo: presentata denuncia in Procura sulla manutenzione stradale. Lo riporta Stiletv.
L'incidente si è verificato quando l'auto su cui viaggiava Pirozzi è finita contro un furgone, per poi essere sbalzata contro la barriera di sicurezza della Strada Provinciale. Quest’ultima ha ceduto, causando la caduta del veicolo in un burrone di circa 200 metri. L'impatto è stato fatale per entrambi gli occupanti del mezzo. Secondo quanto dichiarato dall’avvocato Antonello Natale, rappresentante legale della famiglia Pirozzi, la barriera di protezione risultava in uno stato di grave degrado e non rispettava gli standard di sicurezza richiesti per un tratto considerato ad alto rischio.
La denuncia ha l'obiettivo di accertare eventuali responsabilità da parte degli enti incaricati della manutenzione e gestione della strada, ipotizzando mancanze nei controlli e nell’adozione di dispositivi conformi alle normative vigenti. A tal fine, sono stati richiesti accertamenti tecnici sulle condizioni della barriera e sui frammenti del guardrail precipitati nel dirupo, materiale già posto sotto sequestro dalla Procura. È stata inoltre avanzata richiesta di iscrizione nel registro degli indagati per i possibili responsabili dell'incidente, con l'ipotesi di omicidio colposo stradale.
Nel frattempo, nelle prossime ore è previsto il recupero del veicolo incidentato, una Volkswagen Polo nera ormai ridotta a un ammasso di lamiere. Finora le difficili condizioni geografiche e il maltempo hanno impedito l’intervento via mare; pertanto il mezzo verrà recuperato tramite un elicottero dei vigili del fuoco. Dopo un’ispezione aerea effettuata per pianificare l’operazione, si procederà a imbracare il veicolo e trasportarlo al porto di San Nicola a Mare. In attesa di completare il recupero, il mezzo è stato assicurato a uno scoglio con delle funi per evitare che venisse trasportato al largo dalle correnti.
Sul luogo della tragedia restano intatti alcuni effetti personali delle giovani vittime, testimonianza dolorosa dell’impatto che questo dramma ha avuto sulla comunità locale. Il recupero dell’auto costituisce anche un passaggio fondamentale per le indagini: la vettura verrà sottoposta ad analisi tecniche per ricostruire con esattezza la dinamica dello scontro e chiarire ulteriormente le cause dell’incidente.
Al momento, l’unico indagato per omicidio stradale plurimo è il conducente quarantaduenne del furgone coinvolto nell’urto con l'auto. L'impatto iniziale avrebbe infatti provocato la deviazione fatale che ha portato il veicolo oltre la barriera di protezione, causandone la precipitazione nella scarpata.
Montecorice, indagini sulla tragedia alle Ripe Rosse: presentata denuncia sulla manutenzione stradale
A Montecorice proseguono le indagini sul drammatico incidente stradale avvenuto lo scorso 13 marzo. In un tragico evento che ha profondamente scosso la comunità locale, il fratello di Michele Pirozzi, una delle due vittime, ha depositato una denuncia-querela presso la Procura di Vallo della Lucania, già impegnata nell'inchiesta.L'incidente si è verificato quando l'auto su cui viaggiava Pirozzi è finita contro un furgone, per poi essere sbalzata contro la barriera di sicurezza della Strada Provinciale. Quest’ultima ha ceduto, causando la caduta del veicolo in un burrone di circa 200 metri. L'impatto è stato fatale per entrambi gli occupanti del mezzo. Secondo quanto dichiarato dall’avvocato Antonello Natale, rappresentante legale della famiglia Pirozzi, la barriera di protezione risultava in uno stato di grave degrado e non rispettava gli standard di sicurezza richiesti per un tratto considerato ad alto rischio.
La denuncia ha l'obiettivo di accertare eventuali responsabilità da parte degli enti incaricati della manutenzione e gestione della strada, ipotizzando mancanze nei controlli e nell’adozione di dispositivi conformi alle normative vigenti. A tal fine, sono stati richiesti accertamenti tecnici sulle condizioni della barriera e sui frammenti del guardrail precipitati nel dirupo, materiale già posto sotto sequestro dalla Procura. È stata inoltre avanzata richiesta di iscrizione nel registro degli indagati per i possibili responsabili dell'incidente, con l'ipotesi di omicidio colposo stradale.
Nel frattempo, nelle prossime ore è previsto il recupero del veicolo incidentato, una Volkswagen Polo nera ormai ridotta a un ammasso di lamiere. Finora le difficili condizioni geografiche e il maltempo hanno impedito l’intervento via mare; pertanto il mezzo verrà recuperato tramite un elicottero dei vigili del fuoco. Dopo un’ispezione aerea effettuata per pianificare l’operazione, si procederà a imbracare il veicolo e trasportarlo al porto di San Nicola a Mare. In attesa di completare il recupero, il mezzo è stato assicurato a uno scoglio con delle funi per evitare che venisse trasportato al largo dalle correnti.
Sul luogo della tragedia restano intatti alcuni effetti personali delle giovani vittime, testimonianza dolorosa dell’impatto che questo dramma ha avuto sulla comunità locale. Il recupero dell’auto costituisce anche un passaggio fondamentale per le indagini: la vettura verrà sottoposta ad analisi tecniche per ricostruire con esattezza la dinamica dello scontro e chiarire ulteriormente le cause dell’incidente.
Al momento, l’unico indagato per omicidio stradale plurimo è il conducente quarantaduenne del furgone coinvolto nell’urto con l'auto. L'impatto iniziale avrebbe infatti provocato la deviazione fatale che ha portato il veicolo oltre la barriera di protezione, causandone la precipitazione nella scarpata.

