La famiglia del giornalista Luigi Esposito, il 53enne vittima di omicidio ad Eboli da parte di un tunisino di 26 anni, attende il dissequestro della salma per consentire lo svolgimento dei funerali: servirà invece un mese per il DNA. Lo riporta Il Mattino.
Ida e Francesca, sorelle della vittima, sono rappresentate dall'avvocato Annalisa Califano. Quest'ultima ha sottolineato come la convalida del fermo rappresenti un passo significativo nel percorso verso la verità e la giustizia per Luigi. È necessario attendere il dissequestro della salma per permettere alla famiglia di dare l'ultimo saluto. In parallelo, è imminente l'incarico a un consulente per esaminare i telefoni cellulari sequestrati.
Nelle fasi iniziali delle indagini, gli investigatori hanno esaminato anche la vita familiare e le relazioni di Luigi Esposito. Le sue sorelle hanno fornito informazioni utili a ricostruire i rapporti con il fratello. Si è scoperto che circolava una voce sul presunto impiego di Esposito presso l’Arpac di Avellino, notizia successivamente smentita dall’ente stesso, che ha precisato di non avere mai avuto il giornalista tra i suoi dipendenti.
Le cause precise della morte sono ancora oggetto di indagine. Le prime analisi del medico legale hanno rilevato gravi lesioni al capo e al volto, e il corpo sarebbe stato successivamente dato alle fiamme, portando all'accusa di distruzione di cadavere contro Rahmouni Ridha, un giovane tunisino di 26 anni. L'inalazione dei fumi potrebbe aver contribuito al decesso, avvenuto dopo che Esposito avrebbe perso conoscenza a seguito delle violenze.
Si ipotizza che l'incendio sia stato appiccato per complicare l’identificazione del corpo e l'accertamento delle cause della morte. Per completare gli esami genetici ci vorrà circa un mese, mentre i risultati delle analisi sui telefoni saranno pronti non prima di un paio di mesi. Gli investigatori devono inoltre verificare le affermazioni di Rahmouni Ridha riguardo ai rapporti di Esposito con alcuni cittadini stranieri nella zona di Eboli, un contesto difficile caratterizzato dalla presenza di persone costrette a vivere e lavorare in condizioni di estrema precarietà, come testimoniato dal rifugio dove è stato trovato lo stesso Ridha dopo l’omicidio.
Omicidio ad Eboli, si attende il dissequestro della salma di Luigi Esposito: "Serve un mese per il DNA"
La famiglia del giornalista ucciso Luigi Esposito, di 53 anni, è ancora in attesa che le autorità giudiziarie rilascino la salma per consentire lo svolgimento dei funerali. L'inchiesta sull'omicidio prosegue con la Procura di Salerno che sta svolgendo accertamenti tecnici per chiarire i punti ancora non risolti.Ida e Francesca, sorelle della vittima, sono rappresentate dall'avvocato Annalisa Califano. Quest'ultima ha sottolineato come la convalida del fermo rappresenti un passo significativo nel percorso verso la verità e la giustizia per Luigi. È necessario attendere il dissequestro della salma per permettere alla famiglia di dare l'ultimo saluto. In parallelo, è imminente l'incarico a un consulente per esaminare i telefoni cellulari sequestrati.
Nelle fasi iniziali delle indagini, gli investigatori hanno esaminato anche la vita familiare e le relazioni di Luigi Esposito. Le sue sorelle hanno fornito informazioni utili a ricostruire i rapporti con il fratello. Si è scoperto che circolava una voce sul presunto impiego di Esposito presso l’Arpac di Avellino, notizia successivamente smentita dall’ente stesso, che ha precisato di non avere mai avuto il giornalista tra i suoi dipendenti.
Le cause precise della morte sono ancora oggetto di indagine. Le prime analisi del medico legale hanno rilevato gravi lesioni al capo e al volto, e il corpo sarebbe stato successivamente dato alle fiamme, portando all'accusa di distruzione di cadavere contro Rahmouni Ridha, un giovane tunisino di 26 anni. L'inalazione dei fumi potrebbe aver contribuito al decesso, avvenuto dopo che Esposito avrebbe perso conoscenza a seguito delle violenze.
Si ipotizza che l'incendio sia stato appiccato per complicare l’identificazione del corpo e l'accertamento delle cause della morte. Per completare gli esami genetici ci vorrà circa un mese, mentre i risultati delle analisi sui telefoni saranno pronti non prima di un paio di mesi. Gli investigatori devono inoltre verificare le affermazioni di Rahmouni Ridha riguardo ai rapporti di Esposito con alcuni cittadini stranieri nella zona di Eboli, un contesto difficile caratterizzato dalla presenza di persone costrette a vivere e lavorare in condizioni di estrema precarietà, come testimoniato dal rifugio dove è stato trovato lo stesso Ridha dopo l’omicidio.

