Secondo un’analisi pubblicata dal Financial Times, l'Italia si è presa la rivincita sulla Francia. Per gran parte dell’estate, infatti, il rendimento dei titoli di Stato italiani a dieci anni è rimasto al di sotto di quello dei bond francesi, segnando un’inversione rispetto a una dinamica consolidata nel tempo.
Rohan Khanna, responsabile della strategia sui tassi europei di Barclays, ha spiegato al Financial Times che, se si chiedesse agli operatori dei mercati quale sia attualmente l’anello più fragile dell’Europa, la maggior parte indicherebbe la Francia. Secondo Khanna, l’Italia sarebbe riuscita a trasferire la propria posizione di maggiore vulnerabilità a Parigi, che si trova a fronteggiare contemporaneamente difficoltà sul fronte della crescita, della politica e della finanza pubblica.
A favore dell’Italia c’è anche la presenza di un avanzo primario, vale a dire un saldo positivo dei conti pubblici una volta esclusa la spesa per gli interessi sul debito. In Francia, al contrario, il disavanzo ha superato il 5% del Pil. Evelyne Gomez-Liechti di Mizuho ha riassunto il cambiamento con una frase particolarmente significativa: «La Francia è la nuova Italia».
Adam Posen, presidente del Peterson Institute ed ex componente del comitato di politica monetaria della Bank of England, ha definito l’Italia il nuovo punto di riferimento dei mercati obbligazionari all’interno del G7.
Anche Filippo Taddei di Goldman Sachs interpreta la maggiore presenza di investitori stranieri nel debito pubblico italiano come il segnale di una progressiva normalizzazione della percezione del Paese. Con il trasferimento dei capitali verso le diverse economie europee, osserva Taddei, anche l’Italia sta beneficiando di questa redistribuzione, cosa che in passato avveniva molto meno.
Tomasz Wieladek di T. Rowe Price ha inoltre rilevato segnali di spostamento degli investimenti dai titoli francesi verso quelli italiani. Parallelamente, gli investitori giapponesi, tradizionalmente molto presenti nel mercato del debito francese, stanno diminuendo la propria esposizione nei confronti di Parigi.
«Il mercato ha memoria», ha ricordato Taddei, evidenziando come Roma debba conservare una politica di bilancio più prudente rispetto a Francia e Germania se vuole continuare a beneficiare dell’attuale atteggiamento favorevole degli investitori.
Per la Francia, invece, le principali incognite sono legate alla difficile definizione della legge di bilancio, alla debolezza di un esecutivo privo di una maggioranza solida e all’avvicinarsi delle elezioni presidenziali.
Nel mese di agosto il divario tra i titoli di Stato francesi, gli Oat, e i Btp italiani aveva continuato a restringersi fino praticamente ad annullarsi. Il differenziale è ora pari a -4 punti, mentre il decennale francese si colloca a 86 punti.
Debito europeo, per il Financial Times l’Italia si prende la rivincita sulla Francia
Secondo un’analisi pubblicata dal Financial Times, la Francia avrebbe assunto il ruolo che per anni era stato attribuito all’Italia, diventando il principale motivo di apprensione per i mercati rispetto alla sostenibilità del debito pubblico europeo. Per gran parte dell’estate, infatti, il rendimento dei titoli di Stato italiani a dieci anni è rimasto al di sotto di quello dei bond francesi, segnando un’inversione rispetto a una dinamica consolidata nel tempo. Gli investitori sembrano così destinare maggiori risorse all’Italia, considerata più affidabile grazie alla maggiore attenzione ai conti pubblici e a una fase di relativa stabilità politica.La Francia diventa il nuovo punto debole dell’Europa
Per lungo tempo il rendimento dei titoli decennali italiani è stato nettamente superiore a quello francese. Oggi, però, la situazione appare rovesciata. Per il quotidiano britannico si tratta di una trasformazione significativa nella percezione dei rischi associati alle due economie.Rohan Khanna, responsabile della strategia sui tassi europei di Barclays, ha spiegato al Financial Times che, se si chiedesse agli operatori dei mercati quale sia attualmente l’anello più fragile dell’Europa, la maggior parte indicherebbe la Francia. Secondo Khanna, l’Italia sarebbe riuscita a trasferire la propria posizione di maggiore vulnerabilità a Parigi, che si trova a fronteggiare contemporaneamente difficoltà sul fronte della crescita, della politica e della finanza pubblica.
Debito in calo per l’Italia, situazione opposta in Francia
I numeri citati dal Financial Times e provenienti dalla Banca centrale europea mostrano chiaramente la distanza crescente tra i due Paesi. In Italia il rapporto tra debito pubblico e Pil è passato dal 154% registrato nel 2020 al 139% previsto per quest’anno. In Francia, invece, il dato è salito dal 114% al 117%.A favore dell’Italia c’è anche la presenza di un avanzo primario, vale a dire un saldo positivo dei conti pubblici una volta esclusa la spesa per gli interessi sul debito. In Francia, al contrario, il disavanzo ha superato il 5% del Pil. Evelyne Gomez-Liechti di Mizuho ha riassunto il cambiamento con una frase particolarmente significativa: «La Francia è la nuova Italia».
L’Italia come nuovo riferimento tra i Paesi del G7
Per anni l’Italia è stata considerata uno degli Stati maggiormente esposti sul fronte del debito pubblico, anche per il suo elevato livello di indebitamento. Negli ultimi tempi, però, una maggiore disciplina finanziaria e una stabilità politica protrattasi più a lungo del consueto hanno contribuito a rafforzare la fiducia degli investitori internazionali.Adam Posen, presidente del Peterson Institute ed ex componente del comitato di politica monetaria della Bank of England, ha definito l’Italia il nuovo punto di riferimento dei mercati obbligazionari all’interno del G7.
Anche Filippo Taddei di Goldman Sachs interpreta la maggiore presenza di investitori stranieri nel debito pubblico italiano come il segnale di una progressiva normalizzazione della percezione del Paese. Con il trasferimento dei capitali verso le diverse economie europee, osserva Taddei, anche l’Italia sta beneficiando di questa redistribuzione, cosa che in passato avveniva molto meno.
Tomasz Wieladek di T. Rowe Price ha inoltre rilevato segnali di spostamento degli investimenti dai titoli francesi verso quelli italiani. Parallelamente, gli investitori giapponesi, tradizionalmente molto presenti nel mercato del debito francese, stanno diminuendo la propria esposizione nei confronti di Parigi.
Il mercato non dimentica il passato
Il nuovo equilibrio non deve però essere considerato definitivo. Il Financial Times sottolinea infatti che l’Italia dovrà continuare a rispettare il percorso di consolidamento dei conti pubblici per mantenere la fiducia conquistata.«Il mercato ha memoria», ha ricordato Taddei, evidenziando come Roma debba conservare una politica di bilancio più prudente rispetto a Francia e Germania se vuole continuare a beneficiare dell’attuale atteggiamento favorevole degli investitori.
Per la Francia, invece, le principali incognite sono legate alla difficile definizione della legge di bilancio, alla debolezza di un esecutivo privo di una maggioranza solida e all’avvicinarsi delle elezioni presidenziali.
Lo spread tra Francia e Italia
Anche l’andamento dello spread conferma il progressivo avvicinamento tra i due Paesi. In una comunicazione diffusa a gennaio, il Ministero dell’Economia ricordava come il differenziale fosse arrivato a 251 punti base nel settembre 2022, per poi scendere a 59 punti nel gennaio 2026. Attualmente si trova intorno agli 82 punti.Nel mese di agosto il divario tra i titoli di Stato francesi, gli Oat, e i Btp italiani aveva continuato a restringersi fino praticamente ad annullarsi. Il differenziale è ora pari a -4 punti, mentre il decennale francese si colloca a 86 punti.

