Il costo dei carburanti continua a salire tanto che l'Italia continua dunque a essere tra i Paesi europei dove fare rifornimento costa maggiormente.
Per quanto riguarda la benzina, i dati settimanali del ministero dell’Ambiente evidenziano che il prezzo medio non aveva oltrepassato la soglia dei 2 euro al litro dal 2023, quando tra il 18 e il 24 settembre si era attestato a 2,001 euro.
L’Italia continua dunque a essere tra i Paesi europei dove fare rifornimento costa maggiormente, anche se la crescita del prezzo del diesel nel nostro Paese è risultata inferiore alla media dell’Unione europea.
L’incremento italiano è quindi di oltre cinque punti percentuali inferiore alla media europea e colloca il nostro Paese al 23° posto su 27 per intensità del rincaro. Gli aumenti più marcati sono stati registrati in Bulgaria, con il 44%, nella Repubblica Ceca, con il 35,3%, e in Estonia, con il 35,2%, tra i mercati maggiormente condizionati dalle conseguenze delle tensioni in Medio Oriente.
Anche per la benzina l’Italia si trova al settimo posto tra i Paesi con i prezzi più alti. A precederla sono Danimarca, con 2,445 euro al litro, Paesi Bassi con 2,329, Germania con 2,239, Finlandia con 2,140, Francia con 2,038 e Grecia con 2,002 euro.
Il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, ha evidenziato la forte crescita dei listini e sollecitato provvedimenti immediati in vista del primo grande controesodo estivo. L’associazione chiede in particolare un raddoppio del taglio delle accise sul gasolio e invita il governo ad adottare interventi anche sulla benzina.
La Spagna ha ridotto l’Iva da marzo fino alla fine di giugno. La misura è stata contestata dalla Commissione europea perché ritenuta incompatibile con le norme comunitarie. Dal primo luglio, con il ritorno dell’aliquota ordinaria, gli aumenti dei prezzi spagnoli sono tornati tra i più significativi in Europa.
Secondo l’associazione, non sarebbe sufficiente prorogare fino alla prima settimana di settembre la riduzione delle accise sul gasolio, in scadenza il 25 agosto. La misura dovrebbe riguardare anche la benzina, considerando che in Italia oltre 17 milioni di automobili utilizzano questo carburante. Senza nuovi interventi, avverte il Codacons, il controesodo estivo rischierebbe di tradursi in un ulteriore pesante aggravio per i bilanci delle famiglie.
Benzina e diesel, in Italia i carburanti restano tra i più costosi d’Europa
Il costo dei carburanti continua a salire. Venerdì 21 agosto, sulla base dei dati dell’Osservatorio prezzi carburanti del Mimit, la benzina ha raggiunto un nuovo massimo: dopo i 2,002 euro al litro registrati giovedì, il prezzo medio in modalità self sulla rete stradale è arrivato a 2,005 euro, il valore più elevato degli ultimi tre anni circa. In autostrada si è attestato a 2,080 euro al litro, contro i 2,077 del giorno precedente. Ancora più elevato il prezzo del diesel, arrivato a 2,122 euro al litro sulla rete stradale, rispetto ai 2,116 del 20 agosto, mentre in autostrada ha toccato quota 2,194 euro contro i 2,186 di giovedì.Per quanto riguarda la benzina, i dati settimanali del ministero dell’Ambiente evidenziano che il prezzo medio non aveva oltrepassato la soglia dei 2 euro al litro dal 2023, quando tra il 18 e il 24 settembre si era attestato a 2,001 euro.
L’Italia continua dunque a essere tra i Paesi europei dove fare rifornimento costa maggiormente, anche se la crescita del prezzo del diesel nel nostro Paese è risultata inferiore alla media dell’Unione europea.
Italia al 23° posto per l’aumento del diesel
L’ultimo bollettino della Commissione europea indica che in sei mesi il prezzo del gasolio in Italia è cresciuto del 22,2%. Un incremento significativo, ma comunque inferiore a quello registrato mediamente nell’Unione europea, dove il prezzo è passato da 1,594 a 2,033 euro al litro, con un aumento del 27,5%.L’incremento italiano è quindi di oltre cinque punti percentuali inferiore alla media europea e colloca il nostro Paese al 23° posto su 27 per intensità del rincaro. Gli aumenti più marcati sono stati registrati in Bulgaria, con il 44%, nella Repubblica Ceca, con il 35,3%, e in Estonia, con il 35,2%, tra i mercati maggiormente condizionati dalle conseguenze delle tensioni in Medio Oriente.
Gasolio, Italia nella fascia alta dei prezzi
Sebbene l’aumento del diesel italiano sia stato meno intenso rispetto a quello di molti altri Paesi dell’Ue, il prezzo assoluto resta tra i più elevati del continente. Al 17 agosto, il gasolio venduto in Italia occupava il settimo posto nella graduatoria dei 27 Paesi europei per prezzo, alle spalle di Paesi Bassi, dove costava 2,383 euro al litro, Finlandia con 2,318 euro, Germania con 2,266, Danimarca con 2,250, Francia con 2,199 e Belgio con 2,174 euro.Benzina, aumenti superiori alla media europea
La situazione è leggermente diversa per la benzina. In questo caso l'incremento dei prezzi italiani risulta superiore alla media dell'Unione europea e anche il costo complessivo resta tra i più elevati. Il 23 febbraio la benzina costava in Italia 1,655 euro al litro, mentre il 17 agosto aveva raggiunto 1,988 euro. In sei mesi si è quindi registrato un aumento del 20,2%, contro il 17,5% della media Ue, salita da 1,637 a 1,924 euro.Anche per la benzina l’Italia si trova al settimo posto tra i Paesi con i prezzi più alti. A precederla sono Danimarca, con 2,445 euro al litro, Paesi Bassi con 2,329, Germania con 2,239, Finlandia con 2,140, Francia con 2,038 e Grecia con 2,002 euro.
Il taglio delle accise sul diesel
Per limitare l’impatto dei rincari, il Governo ha introdotto un taglio di 17 centesimi sulle accise del gasolio, misura attualmente valida fino al 25 agosto. Un'eventuale mancata proroga da parte di Palazzo Chigi comporterebbe un ulteriore aumento del prezzo alla pompa.Il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, ha evidenziato la forte crescita dei listini e sollecitato provvedimenti immediati in vista del primo grande controesodo estivo. L’associazione chiede in particolare un raddoppio del taglio delle accise sul gasolio e invita il governo ad adottare interventi anche sulla benzina.
Le misure adottate dagli altri Paesi europei
Anche altri Stati europei hanno introdotto provvedimenti fiscali o interventi specifici per contenere il caro carburanti. La Germania ha optato per una riduzione delle imposte simile a quella adottata dall’Italia. La Francia ha invece scelto di non intervenire sul piano fiscale, concentrandosi sui controlli contro eventuali speculazioni e sulle pressioni nei confronti dei distributori.La Spagna ha ridotto l’Iva da marzo fino alla fine di giugno. La misura è stata contestata dalla Commissione europea perché ritenuta incompatibile con le norme comunitarie. Dal primo luglio, con il ritorno dell’aliquota ordinaria, gli aumenti dei prezzi spagnoli sono tornati tra i più significativi in Europa.
Il conto stimato dal Codacons
Secondo il Codacons, la continua crescita dei prezzi dei carburanti sta incidendo pesantemente sulle spese delle famiglie italiane. L’associazione calcola che nel solo mese di luglio gli automobilisti abbiano speso 782 milioni di euro in più per benzina e diesel rispetto allo stesso mese del 2025. Con gli attuali livelli dei prezzi, la maggiore spesa complessiva per il bimestre luglio-agosto potrebbe arrivare a circa 1,8 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.Il Codacons chiede nuovi interventi
Anche il Codacons, come l’Unione Nazionale Consumatori, sollecita il governo a intervenire rapidamente con un ulteriore abbassamento delle accise, estendendo il provvedimento anche alla benzina.Secondo l’associazione, non sarebbe sufficiente prorogare fino alla prima settimana di settembre la riduzione delle accise sul gasolio, in scadenza il 25 agosto. La misura dovrebbe riguardare anche la benzina, considerando che in Italia oltre 17 milioni di automobili utilizzano questo carburante. Senza nuovi interventi, avverte il Codacons, il controesodo estivo rischierebbe di tradursi in un ulteriore pesante aggravio per i bilanci delle famiglie.

