La guerra in Iran e i rincari quotidiani conseguenza del conflitto diventano una 'stangata' per famiglie e artigiani della provincia di Salerno. Lo riporta l'odierna edizione del Mattino. L'allarme della Cgia: "Previsti aumenti di 154 milioni di euro in un anno per elettricità e gas".
Per quanto riguarda la provincia salernitana, la stima è stata realizzata moltiplicando l’aumento medio pro capite (350 euro) per il numero di famiglie residenti, pari a 440.344 al 31 dicembre 2024. In altre aree del Paese, l’impatto sarà ancora più marcato: Roma potrebbe subire rincari per 705,8 milioni di euro, Milano per 554,5 milioni e Napoli poco oltre i 406 milioni. Al contrario, tra le province meno colpite si segnalano Vibo Valentia (23,1 milioni), Aosta (21,3 milioni) e Isernia (12,7 milioni).
Nonostante queste prospettive preoccupanti, il report rileva che, a quindici giorni dall’inizio del conflitto in Iran, i mercati delle principali materie prime mostrano una relativa stabilità. Alcuni prezzi, come quelli del nickel, rame, piombo, zinco e stagno, hanno addirittura registrato lievi flessioni. Tuttavia, i combustibili fossili, in particolare petrolio e gas, risultano sotto notevoli pressioni.
In un’economia frammentata come quella salernitana, tali aumenti potrebbero creare ripercussioni gravissime: chiusure aziendali, perdita di posti di lavoro e una crisi sociale sempre più profonda. Oltre alle tensioni geopolitiche globali, Cna Salerno denuncia il rischio di possibili speculazioni sul mercato energetico nazionale. Simona Paolillo, direttrice della Cna provinciale, esprime preoccupazione per l’enorme divario tra i prezzi dell’energia italiani e quelli dei partner europei.
Insieme al presidente Citro, Paolillo mette l’accento su quanto sia urgente scongiurare manovre speculative che penalizzino ulteriormente i piccoli produttori locali. Bisogna evitare che questa emergenza diventi il pretesto per gravare sulle spalle di un sistema economico già in affanno, correndo rischi di una vera desertificazione produttiva del territorio.
Guerra in Iran e i rincari: una 'stangata' per famiglie e artigiani di Salerno
L'escalation delle tensioni internazionali sta avendo ripercussioni sui mercati, traducendosi in costi significativamente maggiori per le famiglie della provincia di Salerno. Lo evidenzia un'analisi dell’ufficio studi della Cgia, che stima un aumento complessivo di oltre 154 milioni di euro sulle bollette di elettricità e gas nell’arco di un anno.I dati
La Cgia precisa che il calcolo è una stima soggetta a variazioni. Secondo le rilevazioni di Nomisma Energia, gli italiani potrebbero affrontare un rincaro annuo medio di 350 euro per famiglia. Partendo da questa proiezione, il valore complessivo del rincaro energetico per le 26,7 milioni di famiglie italiane potrebbe raggiungere i 9,3 miliardi di euro.Per quanto riguarda la provincia salernitana, la stima è stata realizzata moltiplicando l’aumento medio pro capite (350 euro) per il numero di famiglie residenti, pari a 440.344 al 31 dicembre 2024. In altre aree del Paese, l’impatto sarà ancora più marcato: Roma potrebbe subire rincari per 705,8 milioni di euro, Milano per 554,5 milioni e Napoli poco oltre i 406 milioni. Al contrario, tra le province meno colpite si segnalano Vibo Valentia (23,1 milioni), Aosta (21,3 milioni) e Isernia (12,7 milioni).
Nonostante queste prospettive preoccupanti, il report rileva che, a quindici giorni dall’inizio del conflitto in Iran, i mercati delle principali materie prime mostrano una relativa stabilità. Alcuni prezzi, come quelli del nickel, rame, piombo, zinco e stagno, hanno addirittura registrato lievi flessioni. Tuttavia, i combustibili fossili, in particolare petrolio e gas, risultano sotto notevoli pressioni.
Le preoccupazioni per artigiani e imprese
Ricevere bollette così elevate rappresenta una minaccia non solo per le famiglie ma anche per le piccole realtà imprenditoriali del territorio. Secondo la Cna, l’energia elettrica ha registrato un aumento che sfiora il 60%, una crescita insostenibile per molte aziende artigiane. Antonio Citro, presidente di Cna Salerno, sottolinea che il rincaro non va considerato un semplice costo aggiuntivo: rappresenta piuttosto un serio rischio per la sopravvivenza delle micro e piccole imprese locali.In un’economia frammentata come quella salernitana, tali aumenti potrebbero creare ripercussioni gravissime: chiusure aziendali, perdita di posti di lavoro e una crisi sociale sempre più profonda. Oltre alle tensioni geopolitiche globali, Cna Salerno denuncia il rischio di possibili speculazioni sul mercato energetico nazionale. Simona Paolillo, direttrice della Cna provinciale, esprime preoccupazione per l’enorme divario tra i prezzi dell’energia italiani e quelli dei partner europei.
Insieme al presidente Citro, Paolillo mette l’accento su quanto sia urgente scongiurare manovre speculative che penalizzino ulteriormente i piccoli produttori locali. Bisogna evitare che questa emergenza diventi il pretesto per gravare sulle spalle di un sistema economico già in affanno, correndo rischi di una vera desertificazione produttiva del territorio.

