Il turismo invernale continua a crescere in tutta la Campania e principalmente a Salerno. Lo riporta l'odierna edizione del Mattino. Tassa di soggiorno del primo trimestre 2026 in aumento: il ruolo strategico della città si consolida.
Questo trend virtuoso è in parte alimentato dal traino offerto da eventi simbolo come "Luci d’Artista", che nonostante alcune difficoltà dovute al maltempo e a problematiche logistiche ha continuato ad attrarre turisti da tutta la Campania e oltre. Anche terminata l’iniziativa, i suoi effetti positivi sono perdurati nei primi mesi dell’anno, contribuendo a mantenere vivo il circuito turistico cittadino e ad alimentare le entrate generate dalla tassa di soggiorno.
A confronto con Napoli, Salerno dimostra comunque una crescita regolare e sostenuta che rispecchia il lavoro fatto negli ultimi anni: un aumento continuo delle presenze e dei pernottamenti, supportati da un’offerta ricettiva più versatile per rispondere a mercati diversi.
La situazione cambia sensibilmente per altre destinazioni costiere fortemente stagionali. Amalfi, ad esempio, ha visto un netto calo nelle entrate da tassa di soggiorno nel primo trimestre 2026 rispetto all’anno precedente: dai 22.443,00 euro raccolti nel 2025 ai soli 3.570,50 euro registrati quest’anno (-84,1%). Segnali più incoraggianti arrivano invece da Capaccio Paestum: il sito archeologico ha incrementato le sue entrate del 17,1%, passando da 60.983,09 euro a 71.439,00 euro nei primi tre mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Questa tendenza riflette un fenomeno emergente che interessa diverse aree: l’estensione dei flussi turistici al di là dei periodi tradizionali sta ridefinendo gli equilibri territoriali, favorendo destinazioni capaci di adattarsi alle nuove modalità di fruizione del turismo moderno.
Turismo invernale, Salerno continua a crescere e rafforza la sua posizione
Il turismo invernale sta ridisegnando la mappa della Campania e Salerno si afferma sempre più come un punto di riferimento stabile nel panorama regionale. I dati sulla tassa di soggiorno relativi ai primi tre mesi del 2026 evidenziano una città in grado di consolidare la propria attrattività turistica anche nei periodi dell'anno meno battuti dai flussi tradizionali, confermandosi una destinazione capace di attirare visitatori anche al di fuori dell'estate. Nel primo trimestre, il Comune di Salerno ha incassato 307.012,53 euro, rispetto ai 280.697,30 euro dello stesso periodo del 2025, registrando un incremento di 26.315,23 euro (+9,4%). Un risultato significativo, considerando che il trimestre gennaio-marzo è storicamente critico per le località costiere, specialmente per quelle con una forte connotazione balneare. Salerno, tuttavia, riesce a mantenere un buon livello di presenze grazie a una proposta che combina eventi culturali, turismo urbano, crocieristica e soggiorni brevi.Un modello turistico in evoluzione
La città sembra aver trovato una formula vincente tra il fascino del centro storico, il lungomare e la sua rete ricettiva diffusa, capace di intercettare in modo costante visitatori durante tutto l’anno. Negli ultimi anni, Salerno ha modellato un’offerta turistica meno dipendente dall’estate, puntando su strutture extralberghiere, una fitta rete di bed & breakfast e la promozione di brevi soggiorni culturali durante i fine settimana. Questa strategia ha consentito alla città di accrescere la capacità ricettiva anche nei mesi tradizionalmente meno frequentati. Salerno si sta così profilando come una delle principali mete di turismo urbano nel Mezzogiorno: visitatori da altre regioni e mete limitrofe scelgono sempre più la città per itinerari culturali e brevi fughe dalla routine.Questo trend virtuoso è in parte alimentato dal traino offerto da eventi simbolo come "Luci d’Artista", che nonostante alcune difficoltà dovute al maltempo e a problematiche logistiche ha continuato ad attrarre turisti da tutta la Campania e oltre. Anche terminata l’iniziativa, i suoi effetti positivi sono perdurati nei primi mesi dell’anno, contribuendo a mantenere vivo il circuito turistico cittadino e ad alimentare le entrate generate dalla tassa di soggiorno.
La competizione a livello regionale
A livello regionale, Napoli guida incontrastata la crescita del turismo urbano nel periodo invernale. Il capoluogo campano ha incassato ben 6.803.307,44 euro nel primo trimestre del 2026, segnando una crescita del 48,7% rispetto ai 4.574.165,33 euro dello stesso periodo dell’anno precedente (+2.229.142,11 euro). La città partenopea beneficia di una rete consolidata alimentata da city break, eventi culturali di portata internazionale e un flusso costante di turismo crocieristico.A confronto con Napoli, Salerno dimostra comunque una crescita regolare e sostenuta che rispecchia il lavoro fatto negli ultimi anni: un aumento continuo delle presenze e dei pernottamenti, supportati da un’offerta ricettiva più versatile per rispondere a mercati diversi.
La situazione cambia sensibilmente per altre destinazioni costiere fortemente stagionali. Amalfi, ad esempio, ha visto un netto calo nelle entrate da tassa di soggiorno nel primo trimestre 2026 rispetto all’anno precedente: dai 22.443,00 euro raccolti nel 2025 ai soli 3.570,50 euro registrati quest’anno (-84,1%). Segnali più incoraggianti arrivano invece da Capaccio Paestum: il sito archeologico ha incrementato le sue entrate del 17,1%, passando da 60.983,09 euro a 71.439,00 euro nei primi tre mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Questa tendenza riflette un fenomeno emergente che interessa diverse aree: l’estensione dei flussi turistici al di là dei periodi tradizionali sta ridefinendo gli equilibri territoriali, favorendo destinazioni capaci di adattarsi alle nuove modalità di fruizione del turismo moderno.

