Effetti minimi sulle rotte commerciali nel porto di Salerno nonostante la chiusura dello Stretto di Hormuz, con potenziali rallentamenti limitati a una piccola parte dei traffici diretti verso il Medio Oriente. Lo riporta Il Mattino.
Nell'analizzare i dati del flusso merci gestito dal porto di Salerno, Gallozzi ha fornito ulteriori dettagli: il 39% è destinato al Nord e Sud America, il 34% al Nord e Centro Europa, il 18% al Mediterraneo, Nord Africa e Medio Oriente, mentre solo il 9% riguarda l'Estremo Oriente, l'Australia e altre aree dell'Africa. Pertanto, la chiusura dello stretto impatterebbe potenzialmente solo il traffico destinato al Medio Oriente, che rappresenta circa il 4% del volume totale. In ogni caso, ha aggiunto, i commercianti stanno già esplorando rotte alternative per evitare ritardi.
Porto di Salerno, Gallozzi: "Nessun impatto rilevante dalla chiusura dello Stretto di Hormuz"
Nonostante le recenti preoccupazioni legate alla chiusura dello stretto di Hormuz, il presidente del Salerno Container Terminal, Agostino Gallozzi, rassicura che l'operatività del porto non subirà conseguenze significative. Gallozzi ha spiegato che già da diversi anni il traffico commerciale da e per l'Estremo Oriente utilizza prevalentemente la rotta a sud del Capo di Buona Speranza, riducendo quindi la dipendenza da questa via strategica.Nell'analizzare i dati del flusso merci gestito dal porto di Salerno, Gallozzi ha fornito ulteriori dettagli: il 39% è destinato al Nord e Sud America, il 34% al Nord e Centro Europa, il 18% al Mediterraneo, Nord Africa e Medio Oriente, mentre solo il 9% riguarda l'Estremo Oriente, l'Australia e altre aree dell'Africa. Pertanto, la chiusura dello stretto impatterebbe potenzialmente solo il traffico destinato al Medio Oriente, che rappresenta circa il 4% del volume totale. In ogni caso, ha aggiunto, i commercianti stanno già esplorando rotte alternative per evitare ritardi.
Gallozzi ha infine sottolineato che il porto di Salerno è poco coinvolto nel settore petrolifero, il più colpito dalle attuali restrizioni allo stretto di Hormuz. Di conseguenza, l'attività portuale non subirà effetti rilevanti dall'attuale situazione geopolitica.

