È polemica sulla decisione assunta dalla Regione Campania l’11 settembre, con la quale sono stati destinati 8,3 milioni di euro di fondi regionali ai disoccupati: il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, è il primo a contestare il provvedimento.
Durante il consueto intervento attraverso i social, De Luca ha ricordato che il piano, in origine, avrebbe dovuto essere sostenuto economicamente dal Ministero del Lavoro. Il finanziamento statale sarebbe poi stato revocato dopo, secondo quanto riferito, l’individuazione di «irregolarità nel progetto».
Secondo il primo cittadino, una volta conclusi gli accertamenti ministeriali e bloccato il contributo statale, la procedura avrebbe dovuto essere fermata. De Luca ha quindi sollecitato ulteriori verifiche da parte delle autorità competenti, sostenendo inoltre che «questa vicenda dovrebbe essere portata anche all’attenzione della Procura e della Guardia di finanza».
Sotto osservazione anche il procedimento seguito per l’approvazione della delibera. De Luca ha evidenziato quelle che considera possibili zone d’ombra nell’iter amministrativo e ha fatto riferimento alla scelta dell’assessore regionale Fulvio Bonavitacola, che avrebbe tolto la propria sottoscrizione dall’atto in attesa di ottenere ulteriori spiegazioni.
La questione aveva già alimentato tensioni, proteste e malumori tra associazioni e realtà rappresentative dei disoccupati napoletani dopo la cancellazione del sostegno economico ministeriale. Il punto centrale del nuovo scontro è ora rappresentato dalla decisione dell’ente regionale di impiegare risorse proprie per consentire la prosecuzione del programma.
Sulla questione ha preso posizione anche Gennaro Oliviero, capogruppo di A Testa Alta in Consiglio regionale, che ha sollecitato l’annullamento della delibera. Oliviero ha evidenziato l’importanza di salvaguardare le persone destinatarie dell’intervento, chiedendo però contestualmente di chiarire gli aspetti problematici sollevati sul progetto.
Tra le contestazioni richiamate vengono menzionati possibili elementi inesatti, contraddizioni presenti negli atti e il ruolo dell’Ispettorato nazionale del lavoro. Oliviero ha quindi invitato la Regione ad accertare eventuali responsabilità e ad assicurare la massima chiarezza nella gestione delle risorse appartenenti alla collettività.
La vicenda alimenta dunque un ulteriore confronto tra le istituzioni, incentrato sulla regolarità dell’operazione, sulle modalità con cui il progetto dovrebbe proseguire e sulla possibilità di impiegare fondi regionali per finanziare un’iniziativa già interessata da osservazioni e rilievi emersi durante l’esame ministeriale.
Disoccupati, la Regione Campania destina 8,3 milioni: il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca contesta il provvedimento
È polemica sulla decisione assunta dalla Regione Campania l’11 settembre, con la quale sono stati destinati 8,3 milioni di euro di fondi regionali a un programma rivolto a 1.128 persone prive di occupazione o in cerca di primo impiego da lungo periodo a Napoli. A contestare con fermezza la misura è il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, che ha giudicato l’iniziativa «molto grave e fortemente preoccupante».Durante il consueto intervento attraverso i social, De Luca ha ricordato che il piano, in origine, avrebbe dovuto essere sostenuto economicamente dal Ministero del Lavoro. Il finanziamento statale sarebbe poi stato revocato dopo, secondo quanto riferito, l’individuazione di «irregolarità nel progetto».
Secondo il primo cittadino, una volta conclusi gli accertamenti ministeriali e bloccato il contributo statale, la procedura avrebbe dovuto essere fermata. De Luca ha quindi sollecitato ulteriori verifiche da parte delle autorità competenti, sostenendo inoltre che «questa vicenda dovrebbe essere portata anche all’attenzione della Procura e della Guardia di finanza».
Sotto osservazione anche il procedimento seguito per l’approvazione della delibera. De Luca ha evidenziato quelle che considera possibili zone d’ombra nell’iter amministrativo e ha fatto riferimento alla scelta dell’assessore regionale Fulvio Bonavitacola, che avrebbe tolto la propria sottoscrizione dall’atto in attesa di ottenere ulteriori spiegazioni.
La questione aveva già alimentato tensioni, proteste e malumori tra associazioni e realtà rappresentative dei disoccupati napoletani dopo la cancellazione del sostegno economico ministeriale. Il punto centrale del nuovo scontro è ora rappresentato dalla decisione dell’ente regionale di impiegare risorse proprie per consentire la prosecuzione del programma.
Sulla questione ha preso posizione anche Gennaro Oliviero, capogruppo di A Testa Alta in Consiglio regionale, che ha sollecitato l’annullamento della delibera. Oliviero ha evidenziato l’importanza di salvaguardare le persone destinatarie dell’intervento, chiedendo però contestualmente di chiarire gli aspetti problematici sollevati sul progetto.
Tra le contestazioni richiamate vengono menzionati possibili elementi inesatti, contraddizioni presenti negli atti e il ruolo dell’Ispettorato nazionale del lavoro. Oliviero ha quindi invitato la Regione ad accertare eventuali responsabilità e ad assicurare la massima chiarezza nella gestione delle risorse appartenenti alla collettività.
La vicenda alimenta dunque un ulteriore confronto tra le istituzioni, incentrato sulla regolarità dell’operazione, sulle modalità con cui il progetto dovrebbe proseguire e sulla possibilità di impiegare fondi regionali per finanziare un’iniziativa già interessata da osservazioni e rilievi emersi durante l’esame ministeriale.

