Il corteo del 1° maggio a Nocera Inferiore ha assunto un significato particolarmente forte con la partecipazione degli operai delle Fonderie Pisano. La loro presenza ha trasformato la celebrazione della Festa dei Lavoratori in un momento di riflessione concreta sulle criticità occupazionali e industriali del territorio.
Lo stabilimento fermo e le incognite sul futuro
Al centro della protesta c’è la situazione dello stabilimento, attualmente fermo dopo il mancato rilascio dell’AIA da parte della Regione e il successivo diniego dei giudici amministrativi.
Una vicenda che tiene con il fiato sospeso decine di lavoratori e le loro famiglie, in attesa di sviluppi decisivi. Un nuovo confronto è previsto il 18 maggio presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, passaggio ritenuto cruciale per il futuro della vertenza.
In piazza tra lavoro, ambiente e sicurezza
Durante il corteo, gli operai hanno sfilato dietro uno striscione dedicato al diritto al lavoro e alla sicurezza, sottolineando l’urgenza di trovare soluzioni sostenibili.
La vertenza Fonderie Pisano rappresenta infatti un caso emblematico, dove si intrecciano:
- tutela dell’occupazione
- questioni ambientali
- impatti sociali sul territorio
A dare voce ai lavoratori anche Mimmo Volpe, intervenuto nel comizio conclusivo.
Un simbolo per tutto il territorio
La partecipazione degli operai ha dato maggiore forza e significato all’intera manifestazione, collegando il Primo Maggio alle reali difficoltà che attraversano l’area dell’Agro nocerino-sarnese e l’intera provincia di Salerno.
Un segnale chiaro: la Festa del Lavoro non è solo celebrazione, ma anche occasione per accendere i riflettori sulle vertenze ancora aperte.

