Ex direttore dell’Ispettorato del Lavoro sospeso per corruzione
Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Napoli, hanno evidenziato come il dirigente avrebbe fatto parte di un’associazione a delinquere di matrice transnazionale dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Secondo gli investigatori, l’ex direttore avrebbe ricevuto tangenti sotto forma di beni di lusso, viaggi e altri vantaggi personali in cambio del rilascio di documenti agevolati per l’ingresso in Italia di cittadini extracomunitari.La sospensione si inserisce nel contesto di un’indagine più ampia che, il 9 marzo scorso, aveva già portato all’esecuzione di 18 misure cautelari: 15 in carcere e 3 agli arresti domiciliari. Le autorità ritengono che il sistema illecito fosse ben organizzato e consolidato, coinvolgendo più soggetti in diversi paesi.
Il provvedimento odierno segna un nuovo sviluppo nell’inchiesta della Dda partenopea, che mira a smantellare completamente la rete di corruzione e a ripristinare la legalità negli uffici pubblici coinvolti nella gestione dei flussi migratori. Ulteriori accertamenti sono in corso per identificare eventuali complici e valutare l’entità dei benefici illecitamente ricevuti dal dirigente.
Neodirettore totalmente estraneo ai fatti
La Direzione dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Salerno precisa che il dott. Antonio Amalfitano, nominato direttore a novembre 2025, non ha alcun collegamento con le indagini relative a presunti episodi di corruzione diffusi ieri dalla stampa.
Il provvedimento riguarda invece l’ex direttore ad interim dell’Ispettorato dell’area metropolitana di Napoli e della provincia di Salerno, sospeso per dodici mesi dai pubblici uffici. L’azione è stata eseguita dalla Polizia di Stato su disposizione del Gip di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, a seguito di accuse di corruzione e violazioni dei doveri d’ufficio.
Secondo quanto emerso dalle indagini della Squadra Mobile, il dirigente sospeso sarebbe stato coinvolto in un’associazione a delinquere transnazionale che favoriva l’ingresso illegale di cittadini stranieri. L’accusa sostiene che avrebbe ricevuto tangenti sotto forma di beni di lusso, viaggi e altri vantaggi in cambio del rilascio di documenti che agevolavano l’ingresso in Italia di cittadini extracomunitari.
La vicenda, al momento, resta al centro delle indagini della magistratura partenopea, mentre l’Ispettorato di Salerno conferma che Amalfitano non è implicato in alcun modo nei fatti contestati e prosegue regolarmente nell’esercizio delle proprie funzioni.

