Il Comune di Eboli è precipitato nel caos politico più totale dopo il clamoroso flop in aula sul rendiconto di gestione come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Il sindaco Mario Conte ha avviato una disperata corsa contro il tempo per blindare una nuova e precaria maggioranza, con l'obiettivo di traghettare l'amministrazione fino alla scadenza naturale del mandato nella primavera del 2027. Un'impresa che appare disperata, avendo a disposizione meno di dieci giorni per riconvocare il consiglio e approvare il bilancio, pena lo scioglimento dell'assise.
Lo strappo è stato commentato duramente dallo stesso Sgritta, il quale ha replicato a testa alta di non confondere la lealtà con l'obbedienza, accusando il primo cittadino di aver trasformato la coalizione in un teatro dove consiglieri e assessori venivano usati come semplici comparse chiamate a ratificare decisioni prese da pochi.
Per tentare l'arrampicata libera e recuperare i numeri vitali in aula, Conte sta cercando di ridisegnare la geografia della coalizione. Se l'appoggio del consigliere Capaccio appare scontato, la vera scommessa del sindaco si gioca sulla capacità di agganciare i dissidenti Massa e Ruocco, e soprattutto di incassare il sostegno esterno del Partito Democratico. Una sponda complessa, dato che i consiglieri dem Rosamilia, Giarletta e Squillante si trovano a gestire un partito locale profondamente diviso e frammentato in correnti interne.
Nel frattempo, le opposizioni chiedono a gran voce la fine anticipata dell'esperienza amministrativa. Gli esponenti di Alleanza Verdi Sinistra hanno dichiarato apertamente che sulla consiliatura è già stata scritta la parola fine, mentre dal movimento Casa Riformista si invoca l'arrivo immediato del commissario prefettizio per azzerare i giochi e aprire finalmente una stagione di reale rinnovamento per il territorio ebolitano.
Il sindaco Mario Conte ha avviato una disperata corsa contro il tempo per blindare una nuova e precaria maggioranza, con l'obiettivo di traghettare l'amministrazione fino alla scadenza naturale del mandato nella primavera del 2027. Un'impresa che appare disperata, avendo a disposizione meno di dieci giorni per riconvocare il consiglio e approvare il bilancio, pena lo scioglimento dell'assise.
Eboli, giunta al collasso: Conte tenta il miracolo per evitare il commissariamento
La crisi ha provocato una spaccatura insanabile con l'addio dell'ormai ex vicesindaco e assessore al Bilancio, Gianmaria Sgritta. Il siluramento ha spinto l'intero gruppo di "Eboli Domani" – guidato in consiglio da Lavorgna, Moscariello e Pierro, e rappresentato in giunta anche dall'assessore Corrado – a ufficializzare il passaggio definitivo tra i banchi della minoranza.Lo strappo è stato commentato duramente dallo stesso Sgritta, il quale ha replicato a testa alta di non confondere la lealtà con l'obbedienza, accusando il primo cittadino di aver trasformato la coalizione in un teatro dove consiglieri e assessori venivano usati come semplici comparse chiamate a ratificare decisioni prese da pochi.
Per tentare l'arrampicata libera e recuperare i numeri vitali in aula, Conte sta cercando di ridisegnare la geografia della coalizione. Se l'appoggio del consigliere Capaccio appare scontato, la vera scommessa del sindaco si gioca sulla capacità di agganciare i dissidenti Massa e Ruocco, e soprattutto di incassare il sostegno esterno del Partito Democratico. Una sponda complessa, dato che i consiglieri dem Rosamilia, Giarletta e Squillante si trovano a gestire un partito locale profondamente diviso e frammentato in correnti interne.
Nel frattempo, le opposizioni chiedono a gran voce la fine anticipata dell'esperienza amministrativa. Gli esponenti di Alleanza Verdi Sinistra hanno dichiarato apertamente che sulla consiliatura è già stata scritta la parola fine, mentre dal movimento Casa Riformista si invoca l'arrivo immediato del commissario prefettizio per azzerare i giochi e aprire finalmente una stagione di reale rinnovamento per il territorio ebolitano.

