Un vizio di incompatibilità formale ha fatto slittare l'apertura del dibattimento di primo grado per l'omicidio di Angelo Vassallo, il "sindaco pescatore" di Pollica freddato a colpi di pistola la sera del 5 settembre 2010 nella frazione di Acciaroli come riportato da Il Mattino.
La prima udienza, attesa nell'aula della Corte d'Assise di Salerno, è stata ufficialmente rinviata al prossimo 2 novembre a causa dell'astensione di uno dei giudici togati del collegio, risultato incompatibile per aver già preso parte a precedenti e cruciali fasi procedurali nel corso della lunghissima attività d'indagine.
Il quadro degli imputati arriva a questa fase profondamente mutato rispetto alle prime battute dell'inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Dopo il proscioglimento del colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo e l'assoluzione incassata con rito abbreviato dall'ex collaboratore di giustizia Romolo Ridosso, alla sbarra restano l'ex brigadiere dell'Arma Lazzaro Cioffi e l'imprenditore scafatese Giuseppe Cipriano, entrambi chiamati a rispondere dell'accusa di concorso in omicidio volontario aggravato dal metodo mafioso. Insieme a loro figura nel registro degli imputati anche Giovanni Cafiero, la cui posizione è legata esclusivamente alle contestazioni di traffico di sostanze stupefacenti emersi sullo sfondo del delitto.
Nel procedimento si preannuncia una fitta battaglia legale: sono ben 19 le parti civili che si sono regolarmente costituite in aula — tra cui i familiari del sindaco e diverse istituzioni territoriali — decise a presenziare lungo tutto il percorso processuale autunnale per fare luce sulla verità storica e giudiziaria della tragica fine di Vassallo
La prima udienza, attesa nell'aula della Corte d'Assise di Salerno, è stata ufficialmente rinviata al prossimo 2 novembre a causa dell'astensione di uno dei giudici togati del collegio, risultato incompatibile per aver già preso parte a precedenti e cruciali fasi procedurali nel corso della lunghissima attività d'indagine.
Delitto Vassallo: salta la prima udienza in Corte d'Assise a Salerno
In seguito alla dichiarazione di astensione del magistrato, il Presidente del Tribunale di Salerno ha firmato il decreto di riassegnazione del fascicolo alla seconda sezione della Corte d'Assise, disponendo lo slittamento tecnico del processo per consentire la regolare costituzione del nuovo collegio giudicante.Il quadro degli imputati arriva a questa fase profondamente mutato rispetto alle prime battute dell'inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Dopo il proscioglimento del colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo e l'assoluzione incassata con rito abbreviato dall'ex collaboratore di giustizia Romolo Ridosso, alla sbarra restano l'ex brigadiere dell'Arma Lazzaro Cioffi e l'imprenditore scafatese Giuseppe Cipriano, entrambi chiamati a rispondere dell'accusa di concorso in omicidio volontario aggravato dal metodo mafioso. Insieme a loro figura nel registro degli imputati anche Giovanni Cafiero, la cui posizione è legata esclusivamente alle contestazioni di traffico di sostanze stupefacenti emersi sullo sfondo del delitto.
Nel procedimento si preannuncia una fitta battaglia legale: sono ben 19 le parti civili che si sono regolarmente costituite in aula — tra cui i familiari del sindaco e diverse istituzioni territoriali — decise a presenziare lungo tutto il percorso processuale autunnale per fare luce sulla verità storica e giudiziaria della tragica fine di Vassallo

