Due giovani originari di Scafati, cugini tra loro, sono stati condannati a tre anni e otto mesi di reclusione per il trasporto di un ingente quantitativo di cocaina scoperto durante un controllo in Palermo. La sentenza è stata pronunciata dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Palermo, al termine del processo celebrato con rito abbreviato come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Secondo le prime stime investigative effettuate all’epoca del sequestro, lo stupefacente avrebbe avuto un valore sul mercato illecito di diverse centinaia di migliaia di euro. Oltre alla droga, le fiamme gialle sequestrarono anche quattro telefoni cellulari in uso ai due giovani, successivamente sottoposti ad accertamenti tecnici nel tentativo di individuare eventuali contatti o collegamenti con una rete più ampia di traffico di stupefacenti.
Gli investigatori avevano ipotizzato che i due potessero essere coinvolti in un sistema di trasporto della droga tra la Campania e la Sicilia, con possibili collegamenti nell’area dell’Agro nocerino-sarnese. Tuttavia, nel procedimento concluso con il rito abbreviato non sono emersi elementi definitivi sull’esistenza di una struttura organizzata alle spalle dei due imputati. Gli esiti delle analisi effettuate sui dispositivi elettronici sequestrati potrebbero comunque confluire in ulteriori sviluppi investigativi, legati a un eventuale secondo filone d’indagine.
Secondo una delle ipotesi investigative formulate durante le indagini, i due cugini potrebbero essere stati scelti per il trasporto dello stupefacente proprio per la mancanza di precedenti penali, circostanza che avrebbe consentito di spostare il carico senza attirare sospetti. Si tratta di una modalità operativa già emersa in altre inchieste sul traffico di droga, nelle quali le organizzazioni criminali utilizzano soggetti incensurati per il trasferimento di quantitativi rilevanti di sostanze stupefacenti.
Nel corso dell’operazione fu coinvolto anche un terzo giovane originario di Pompei, trovato insieme ai due imputati al momento del controllo. Nei suoi confronti fu presentata una denuncia a piede libero, con l’ipotesi di un ruolo di supporto nel viaggio, che gli investigatori avevano interpretato come possibile funzione di staffetta o favoreggiamento nel trasporto del carico di cocaina.
Dopo la pronuncia della sentenza, il giudice del Tribunale di Palermo ha disposto la revoca della misura cautelare in carcere nei confronti dei due imputati, sostituendola con gli arresti domiciliari nel comune di residenza.
Con il deposito delle motivazioni della sentenza, previsto nei tempi stabiliti dalla legge, la difesa – rappresentata dall’avvocato Gennaro De Gennaro – potrà valutare la presentazione di un eventuale ricorso in appello, avviando così il secondo grado di giudizio per riesaminare la posizione dei due giovani coinvolti nel procedimento.
Cocaina nascosta nell’auto a noleggio: condannati due cugini di Scafati
I fatti risalgono all’11 settembre dello scorso anno, quando i due giovani – un ragazzo e una ragazza – arrivarono nel capoluogo siciliano a bordo di una Fiat 500 presa a noleggio. Durante un controllo eseguito dai militari della Guardia di Finanza, il veicolo fu sottoposto a perquisizione. All’interno di un vano della portiera gli investigatori individuarono un carico di cocaina pari a circa 18 chilogrammi, accuratamente occultato per evitare controlli superficiali.Secondo le prime stime investigative effettuate all’epoca del sequestro, lo stupefacente avrebbe avuto un valore sul mercato illecito di diverse centinaia di migliaia di euro. Oltre alla droga, le fiamme gialle sequestrarono anche quattro telefoni cellulari in uso ai due giovani, successivamente sottoposti ad accertamenti tecnici nel tentativo di individuare eventuali contatti o collegamenti con una rete più ampia di traffico di stupefacenti.
Gli investigatori avevano ipotizzato che i due potessero essere coinvolti in un sistema di trasporto della droga tra la Campania e la Sicilia, con possibili collegamenti nell’area dell’Agro nocerino-sarnese. Tuttavia, nel procedimento concluso con il rito abbreviato non sono emersi elementi definitivi sull’esistenza di una struttura organizzata alle spalle dei due imputati. Gli esiti delle analisi effettuate sui dispositivi elettronici sequestrati potrebbero comunque confluire in ulteriori sviluppi investigativi, legati a un eventuale secondo filone d’indagine.
Secondo una delle ipotesi investigative formulate durante le indagini, i due cugini potrebbero essere stati scelti per il trasporto dello stupefacente proprio per la mancanza di precedenti penali, circostanza che avrebbe consentito di spostare il carico senza attirare sospetti. Si tratta di una modalità operativa già emersa in altre inchieste sul traffico di droga, nelle quali le organizzazioni criminali utilizzano soggetti incensurati per il trasferimento di quantitativi rilevanti di sostanze stupefacenti.
Nel corso dell’operazione fu coinvolto anche un terzo giovane originario di Pompei, trovato insieme ai due imputati al momento del controllo. Nei suoi confronti fu presentata una denuncia a piede libero, con l’ipotesi di un ruolo di supporto nel viaggio, che gli investigatori avevano interpretato come possibile funzione di staffetta o favoreggiamento nel trasporto del carico di cocaina.
Dopo la pronuncia della sentenza, il giudice del Tribunale di Palermo ha disposto la revoca della misura cautelare in carcere nei confronti dei due imputati, sostituendola con gli arresti domiciliari nel comune di residenza.
Con il deposito delle motivazioni della sentenza, previsto nei tempi stabiliti dalla legge, la difesa – rappresentata dall’avvocato Gennaro De Gennaro – potrà valutare la presentazione di un eventuale ricorso in appello, avviando così il secondo grado di giudizio per riesaminare la posizione dei due giovani coinvolti nel procedimento.

