Due recenti episodi registrati lungo il litorale cilentano — il primo a Pioppi e il secondo a Palinuro, dove un uomo di settantasei anni ha riportato una profonda ferita al polpaccio a poca distanza dalla riva — hanno riportato al centro dell'attenzione il tema dei morsi di pesci ai danni dei bagnanti.
Sebbene le prime ipotesi circolate abbiano attribuito la responsabilità al pesce balestra (Balistes capriscus) — specie la cui presenza è in aumento nel Mediterraneo a causa dell'innalzamento delle temperature marine — gli esperti invitano alla cautela in assenza di riscontri certi.
I saraghi frequentano abitualmente i bassi fondali e sono attratti dal movimento dei bagnanti, che smuovono la sabbia portando alla luce piccoli invertebrati. Sebbene storicamente tali interazioni riguardassero esemplari giovani e provocassero solo lievi pizzicotti, le rilevazioni evidenziano che anche individui adulti continuano a manifestare questo comportamento. Essendo dotati di una dentatura più robusta, gli esemplari adulti possono causare lacerazioni cutanee che, in rari casi, richiedono medicazioni.
Tra le concause al vaglio della comunità scientifica figurano l'aumento delle temperature marine — che accelera il metabolismo dei pesci rendendoli più attivi — e la maggiore presenza antropica in acqua. Gli esperti ribadiscono tuttavia che si tratta di eventi episodici che non costituiscono un allarme per la sicurezza dei bagnanti. Qualora si verifichi un morso, la procedura consigliata prevede di uscire dall'acqua, disinfettare la lesione e monitorarne il decorso.
Sebbene le prime ipotesi circolate abbiano attribuito la responsabilità al pesce balestra (Balistes capriscus) — specie la cui presenza è in aumento nel Mediterraneo a causa dell'innalzamento delle temperature marine — gli esperti invitano alla cautela in assenza di riscontri certi.
Cilento, morsi a due turisti in mare: per gli esperti potrebbe trattarsi di saraghi maggiori
Secondo Francesco Tiralongo, ittiologo dell'Università di Catania, gli episodi potrebbero essere riconducibili a una specie autoctona e comune lungo le coste italiane: il sarago maggiore (Diplodus sargus). Autore insieme a Luigi Musco (Università del Salento) di uno studio scientifico pubblicato nel 2024, Tiralongo chiarisce che il fenomeno dei morsi da parte dei saraghi è ormai documentato in diverse aree del Mediterraneo.I saraghi frequentano abitualmente i bassi fondali e sono attratti dal movimento dei bagnanti, che smuovono la sabbia portando alla luce piccoli invertebrati. Sebbene storicamente tali interazioni riguardassero esemplari giovani e provocassero solo lievi pizzicotti, le rilevazioni evidenziano che anche individui adulti continuano a manifestare questo comportamento. Essendo dotati di una dentatura più robusta, gli esemplari adulti possono causare lacerazioni cutanee che, in rari casi, richiedono medicazioni.
Tra le concause al vaglio della comunità scientifica figurano l'aumento delle temperature marine — che accelera il metabolismo dei pesci rendendoli più attivi — e la maggiore presenza antropica in acqua. Gli esperti ribadiscono tuttavia che si tratta di eventi episodici che non costituiscono un allarme per la sicurezza dei bagnanti. Qualora si verifichi un morso, la procedura consigliata prevede di uscire dall'acqua, disinfettare la lesione e monitorarne il decorso.

